20/10/2021

PORTO TOLLE

Il Consorzio accetta tutte le proposte dei manifestanti, torna la pace nelle lagune

"Gli organizzatori della protesta si dicono abbastanza soddisfatti del risultato ottenuto"

Il Consorzio accetta tutte le proposte dei manifestanti, torna la pace nelle lagune

25/03/2021 - 14:28

PORTO TOLLE - Torna la pace nelle lagune, dopo la manifestazione del 17 marzo che aveva visto i pescatori del Consorzio lanciare gravissime accuse al Consorzio stesso, annunciando azioni senza precedenti, in caso di mancato accoglimento delle richieste. Richieste che, invece, all’esito della riunione dei vertici del Consorzio di martedì, paiono avere fatto breccia.

I manifestanti, infatti, domandavano, in particolare, l'adozione di quattro misure: la stesura di una chiara relazione sullo stato delle lagune e del prodotto attualmente presente, da rendere pubblica per i lavoratori; l’applicazione di un piano programmatico da attuarsi immediatamente con l’acquisto di semina e prodotto mezzano al fine di ripopolare le lagune ormai vuote, con pubblicazione settimanale del quantitativo di prodotto; il ridimensionamento delle ‘zone di ingrasso’ che devono essere meno numerose ma di maggior dimensioni, al fine di distribuire lo sforzo di pesca ed evitare un’eccessivo stress alle vongole; le dimissioni immediate di tutti gli attuali responsabili delle lagune, sopratutto di coloro che gestiscono la Sacca degli Scardovari.

Ieri, dopo la riunione del Cda del Consorzio, gli organizzatori della manifestazione sono stati ricevuti dal presidente del Consorzio.

“Nel Cda - spiega la nota stampa - sono state accettate tutte le proposte fatte dai manifestanti, in particolare modo si è dato un forte impulso all’acquisto di novellame proveniente da altre marinerie. Oltre a questo, si è deciso di destituire tutti gli attuali responsabili delle lagune, le cui deleghe finiscono nelle mani direttamente del presidente, che vigilerà insieme al biologo sulla gestione delle aree di ingrasso fino a nuove nomine. Si è deciso inoltre, di comunicare a tutte le cooperative mensilmente e attraverso una relazione tecnica, la reale situazione delle lagune”.

“Gli organizzatori - prosegue la nota dei manifestanti - si dicono abbastanza soddisfatti del risultato ottenuto. Naturalmente è una vittoria a metà perché la situazione è gravissima e durerà almeno un anno. Purtroppo la mancanza di semina ha portato ad un crollo produttivo che non riuscirà a garantire il reddito ai pescatori. Per questo motivo gli organizzatori hanno dato tutta la loro disponibilità a portare idee al Cda del Consorzio. Il corto circuito di questo sistema, secondo gli organizzatori, sono le cooperative, che vanno riformate dall’interno e che dovranno auspicabilmente sostenere il reddito dei pescatori nel prossimo periodo”.

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