19/10/2021

CORONAVIRUS IN VENETO

"Senza Astrazeneca perdiamo 10mila vaccinazioni al giorno"

Il presidente del Veneto: "Questo stop pesa molto. L'obiettivo resta di vaccinare almeno tutti gli over 70 entro l'estate"

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17/03/2021 - 14:40

VENETO - Metà dei vaccini che dovrebbero essere inoculati in Veneto è Astrazeneca. Lo spiega il governatore Luca Zaia che aggiunge: "Spero che le autorità regolatrici e di controllo, e intendo Ministero e Aifa, pretendano e facciano estrema chiarezza immediata sui casi. A tutt'oggi sembra che non vi siano correlazioni tra vaccini e casi. Nel dato veneto, a fronte di migliaia di vaccinazioni non abbiamo avuto segnalazioni di gravi quadri clinici. Avendo vaccinazioni di massa così importanti, statisticamente ci possono essere casi di esordio di patologie e mortalità, che possono essere dissociati, per casualità, ma il magistrato con i suoi tecnici dovrà accertare se c’è o no correlazione. Fondamentale per noi è riavere autorizzate le vaccinazioni".

Il presidente Zaia ha spiegato di aver messo in contatto il direttore generale della Sanita, Flor, con Simioni, dell’università di Padova, esperto in questi fatti di di malattia del sangue "per valutare la coagulazione del sangue pre e post vaccino". "In generale io ho chiesto che visto che si fa, si faccia per tutti i vaccini - ha aggiunto Zaia - noi siamo per sostenere un monitoraggio random per vedere il sangue a qualche giorno dal vaccino, per capire se ci sono stati dei fenomeni".

Intanto i vaccini somministrati ieri, martedì 16 marzo, sono stati oltre 10mila, pur senza Astrazeneca, mentre a regime Zaia spiega che se ne potrebbero fare 50mila al giorno, con l'impiego di circa 1.300 operatori. "Con questa velocità di crociera perdiamo in media 10mila vaccinazioni al giorno. Questo stop pesa molto. L'obiettivo resta di vaccinare almeno tutti gli over 70 entro l'estate" le sue parole.

L'assessore regionale alla Sanità, Manuela Lanzarin, ha ricordato che finora sono state chiamate le classi '41, '40 e '39. "Questa settimana si parte con i classe 1938, la prossima con i '37, '30, '31 e '32" ha aggiunto, sottolineando come la Regione si impegnerà a verificare entro domani come le Ulss stiano procedendo per avvisare gli anziani, visto che dalle segnalazioni le lettere ai vaccinandi pare non stiano arrivando.

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