20/10/2021

CORONAVIRUS IN ITALIA

"13 mesi: il periodo necessario al ritorno alla normalità"

Le parole del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che si è vaccinato contro il coronavirus

"Torneremo alla normalità in 13 mesi"

10/03/2021 - 12:08

ITALIA - Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, si è vaccinato contro il coronavirus. Un segnale importante per tutta la cittadinanza, proprio mentre il direttore della Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza, ha parlato del piano vaccinale. A suo avviso un ritorno alla normalità sarà possibile solo tra 13 mesi, procedendo ad un ritmo di 240mila dosi giornaliere.

L’inquilino del Colle ieri alle 12 si è recato all’Istituto Spallanzani di Roma, centro nevralgico della Capitale e non solo per la lotta alla pandemia, per ricevere la prima dose del siero Moderna, come previsto per i pazienti della sua età. Un messaggio importante, che tuttavia doveva rimanere riservato, sia per questioni di sicurezza sanitaria che per ordine pubblico. Infatti, dopo la fuga di notizie, l’ospedale è stato blindato e il presidente, pochi minuti prima dell’orario fissato, è entrato nella struttura scortato dall’entourage del Quirinale e dall’apparato di sicurezza con giornalisti e cameramen a debita distanza. Per Mattarella nessuna procedura di favore, il presidente ha seguito passo passo quanto doveva essere fatto per prenotarsi, secondo le regole e le indicazioni della Regione Lazio, e lo stesso è avvenuto per la somministrazione.

Il direttore della Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza, ha parlato in audizione in commissione Sanità al Senato sui vaccini anti-Covid.“Se assumiamo che ci sia una protezione dell’infezione e non solo della malattia - ha spiegato - se assumiamo una durata di immunità di almeno 2-3 anni dopo la vaccinazione, e nessun rilassamento per ora delle misure di distanziamento, vaccinando circa 240mila persone al giorno riusciamo nel giro di 7-13 mesi probabilmente a tornare a uno stile di vita pseudo-normale, che ci permetta di riaprire gran parte delle attività”. Una previsione che deve, però, tenere conto del numero reale di fiale somministrate ogni giorno.

“È chiaro che questo è condizionato al fatto che riusciamo a stabilire un numero di vaccinazioni quotidiano elevato mantenendo allo stesso tempo una fase di contenimento e mitigazione dell’epidemia”, aggiunge Rezza. “Credo che non possa esserci un piano vaccinale perfetto, quello di cui c’è bisogno è sicuramente una accelerazione fortissima della campagna. Le simulazioni fatte si basano su 240mila vaccinazioni al giorno, se riuscissimo a farne 350mila al giorno noi riusciremmo a vaccinare tante categorie di popolazione, tante persone in breve tempo. E sarebbe davvero la cosa migliore. Nel momento in cui chiediamo dei sacrifici alle persone dobbiamo dare anche una speranza”, ha detto ancora Rezza. Ieri intanto la Camera di commercio italo-russa ha annunciato la firma del primo accordo in Europa tra il fondo governativo russo e la società Adienne Pharma&Biotech per la produzione in Italia del vaccino Sputnik V.

“La partnership permetterà di avviare la produzione già dal mese di luglio 2021, il processo produttivo innovativo aiuterà a creare nuovi posti di lavoro e permetterà all’Italia di controllare l’intero processo di produzione del preparato. Questo permetterà la produzione di 10 milioni di dosi entro la fine dell’anno”, afferma la Camera di commercio italo-russa. Da Napoli invece emerge il caso di un giovane sanitario sottoposto a vaccino anti-Covid a gennaio, risultato positivo al tampone ieri mattina un giovane sanitario napoletano L’uomo, che lavora nell’ambito della sanità privata campana, dipendente di una cooperativa che si occupa di cure e assistenza domiciliare, si è messo in isolamento fiduciario lunedì, quando al figlio piccolo è stata riscontrata la positività al coronavirus.

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