11/04/2021

CRESPINO

"Una serra sostenibile per coltivare le fragole fuori suolo"

Sofia, la ragazza delle fragole racconta la sua storia

CRESPINO - Sofia, la giovanissima agricoltrice di Crespino amante della natura e delle sue fragole, ha seguito la passione dei genitori e oggi porta avanti assieme a loro l’azienda familiare. 

Ci racconta la sua storia: “La passione arriva da lontano, sono nata in una famiglia di agricoltori che avevano la propria azienda agricola, sono cresciuta in questa realtà, e ho improntato i miei studi in questa direzione. Ho fatto le superiori all’Istituto Agrario, ho proseguito con la laurea triennale e magistrale in scienze e tecnologie agrarie presso l’università di Padova. In questo modo ho potuto approfondire la conoscenza del settore e me ne sono innamorata sempre di più. È un mondo infinito sotto tanti punti di vista dalle coltivazioni, alla commercializzazione del prodotto, alla conoscenza del territorio. Grazie alla mia famiglia ed al contesto agricolo in cui sono cresciuta, sono riuscita ad unire la teoria, studiata a scuola, alla pratica, che è la cosa più bella”.

Ha vinto moltissimi premi, qual è il segreto della sua azienda? 

“Segreti non ne abbiamo, abbiamo solo tanta passione, siamo una famiglia unita che insieme affronta tutte le difficoltà del settore e non perde mai il coraggio di andare avanti e di provare cose nuove, come questa serra. È stata costruita 3 anni fa, l’azienda precedentemente era solo ad orientamento cerealicolo e di allevamento ma volevamo fare qualcosa di innovativo e sostenibile. Abbiamo deciso di fare una serra sostenibile per coltivare le fragole fuori suolo, con un sistema innovativo. È piaciuto ed è stato premiato da diverse associazioni, che hanno voluto valorizzare la sostenibilità di questa coltivazione. Il sistema minimizza lo spreco del suolo, permettendo di aumentare la densità di coltivazione per unità di superficie, e consente di controllare i volumi di acqua portati, riducendo gli sprechi, e quindi i costi ma anche l’inquinamento ambientale”.

Nuove idee per il futuro?

“Di progetti ne abbiamo sempre tanti. L’aspetto più critico che dobbiamo sempre tenere d’occhio è la valutazione della sostenibilità ambientale, che è sempre affiancata da quella di tipo economico. I progetti sono molti, bisogna vedere se ne vale la pena, se il costo vale il ricavo, e considerare anche tutto il contesto ambientale e sociale: è importante la qualità del prodotto ma anche quella del lavoro, e il rispetto dell’agroecosistema circostante. Abbiamo un sogno nel cassetto, riscaldare ed illuminare la serra, creare una piccola oasi che valorizza ancora di più la qualità del prodotto, creando le condizioni climatiche favorevoli alla coltura. Inoltre renderebbe migliore la qualità del lavoro per gli operatori che non lavorerebbero più all’aperto. È un bel progetto, ancora in fase di studio”.

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