01/03/2021

CORONAVIRUS IN POLESINE

"Vaccinazione over 80: l'adesione sale all'85%"

Dalla prossima settimana cominciano anche i centri vaccinali di Lendinara, Castelmassa, Porto Viro e Porto Tolle

Vaccino, in Polesine arriveranno 2500 dosi a settimana

ROVIGO - "Stiamo continuando la fase uno di vaccinazioni che non si è ancora conclusa perché i vaccini non sono sufficienti per la popolazione bersaglio è un limite nazionale. Stiamo vedendo rispetto alle scorse settimane una riduzione degli operatori sanitari che non aderiscono alla campagna di vaccinazione anche se a tutt'oggi che ne sono ancora. E si continua con la campagna di popolazione. 17mila 500 dosi somministrate in tutto, 9561 prime dosi, 7264 seconde dosi. Dal punto di vista di efficienza (non efficacia): a livello veneto considerando il numero di vaccini eseguiti rispetto alla popolazione il tasso di efficienza è del 5,9%, a livello polesano è del 7%". Sono i numeri del piano vaccinale in Polesine, illustrati dal direttore generale Antonio Compostella.

"L'organizzazione quindi funziona, mancano i vaccini. Per la vaccinazione di massa si continua con i centri vaccinali di Rovigo, Adria, Trecenta. Intanto dopo i primi dati sconfortanti per me relativamente all'adesione, questa sta aumentato. Negli ultimi due giorni l'adesione è salita all'85%, abbastanza vicino a quella che è la media regionale. Accanto ai disguidi sull'invio delle lettere, abbiamo messo in campo una serie di altre modalità di rinforzo come chiamate a domicilio delle persone convocate e collaborazione con le associazioni di volontariato locali alle quali forniamo gli elenchi. Tutta una serie di azioni che sta portando ad un miglioramento dei dati di adesione. Abbiamo già finito la classe 1941 dei comuni afferenti all'area di Rovigo, Adria e Trecenta, abbiamo iniziato con le altre coorti, '40, '39, '38 ecc. Dalla prossima settimana cominciano anche i centri vaccinali di Lendinara, Castelmassa, Porto Viro e Porto Tolle, si fermeranno invece gli altri tre centri perché abbiamo pochi vaccini, non possiamo tenerli aperti tutti insieme".

"Voglio lanciare un messaggio tranquillizzante - continua Compostella - Stiamo andando avanti lentamente perché abbiamo pochi vaccini. Siamo partiti dalla classe degli 80enni perché sono a cavallo tra l'anziano e il grande anziano e sono molto più numerosi di chi ha più anni. Una combinato tra il potenziale rischio e la numerosità. Ma sappiamo bene che sono a rischio anche tutte le altre classi più anziani. Tutti saranno chiamati e in tempi molto più rapidi perché sono meno numerosi. Purtroppo mandiamo le lettere con poco anticipo ma è per colpa della scarsa disponibilità di vaccini. Lo sappiamo all'ultimo quanti vaccini avremo".

"Hanno criticato l'organizzazione dell'Ulss sulle vaccinazioni - aggiunge Compostella - al di là del fatto che si tratta di una organizzazione decisa dalla Regione, parliamo di centri sicuri con tutti i presidi che servono e vi ricordo che a Verona che è molto più grande sono 4 i centri vaccinali, e via dicendo. 

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