08/03/2021

ORRORE A PORTO VIRO

Il 29enne avrebbe ammesso di aver ucciso il padre con un martello

Possibili tensioni economiche legate al fatto che solo il figlio lavorava, avrebbero provocato una miscela difficile da gestire

PORTO VIRO - Avrebbe ammesso, nel corso di un colloquio in caserma a Porto Viro, dove era stato portato dai carabinieri e dove era accorso anche il pubblico ministero Andrea Bigiarini, le proprie responsabilità, Gabriele Finotello, 29 anni, residente col padre dell’abitazione di via Siviero 50, a Porto Viro, dove avrebbe ucciso il genitore, convivente, Giovanni Finotello, 56 anni (LEGGI ARTICOLO). Del resto, secondo le attuali ricostruzioni, era stato proprio il 29enne, nel primo pomeriggio di lunedì 22 febbraio, a chiamare il 118, richiedendo i soccorsi e spiegando di avere colpito il genitore, con un martello, risulterà poi, recuperato e sequestrato, e che l’uomo era a terra.

Sin dall’inizio, quindi, nessun tentativo di dissimulare i fatti. Una piena collaborazione che non ha, comunque, potuto evitare l’arresto con l’ipotesi di reato di omicidio volontario. I colpi, al busto e alla testa, sarebbero stati vibrati al culmine di una lite, avvenuta in camera da letto. Il motivo sarebbe da ricercare in una convivenza che si era fatta difficile.

Il figlio lavorava come oss a Ficarolo, mentre il padre, attualmente disoccupato, spesso avrebbe bevuto, in eccesso. Proprio questo, unito alle possibili tensioni economiche legate al fatto che solo il figlio, appunto, lavorava, avrebbe provocato una miscela difficile da gestire e, alla fine, deflagrata nel violento diverbio. Il giovane, al momento, si trova in carcere a Rovigo.

Il padre, dopo i soccorsi, era stato trasportato all’ospedale di Porto Viro, ma non è stato possibile salvarlo.

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