04/03/2021

COLDIRETTI

Un accordo per contrastare il traffico illegale di animali

L'intesa tra Coldiretti e Enci, l’ente nazionale della cinofilia italiana, per promuovere il lavoro degli allevatori onesti

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ROVIGO - Accordo tra Coldiretti e Enci, l’ente nazionale della cinofilia italiana, per contrastare il traffico illegale di animali e promuovere il lavoro degli allevatori onesti. L’intesa sottoscritta tra i rispettivi presidenti: Ettore Prandini e Dino Muto fa riferimento alla crescita di animali da compagnia fra le mura domestiche - spiega Coldiretti - e per questo è meglio intensificare il contrasto all’importazione illegale dall’estero e la rivendita sul mercato nero di centinaia di migliaia di cani e gatti per un business criminale che vale 300 milioni di euro all’anno. Quelli che arrivano con la tratta clandestina - sottolinea Coldiretti - sono di solito cuccioli di poche settimane, quasi sempre non svezzati e ovviamente senza microchip d’identificazione richiesto dalla legge. Questi esemplari, assai spesso imbottiti di farmaci per farli apparire in buona salute, vengono introdotti nel territorio nazionale accompagnati da una documentazione contraffatta che ne attesta la falsa origine italiana e riporta trattamenti vaccinali e profilassi mai eseguiti spiega la Coldiretti sulla base dell’ultimo Rapporto Agromafie”.

Il traffico di animali da compagnia costituisce un danno per tutti, ad eccezione di chi lo gestisce. Oltre che gli allevatori e i rivenditori onesti, il mercato nero colpisce in primo luogo gli animali stessi, vittime quasi sempre di maltrattamenti ed abusi con l’acquisto di cuccioli di razza attraverso circuiti non legali che si traduce assai spesso, evidenzia Coldiretti, in una spesa maggiore a lungo termine in cure mediche o addirittura nella morte dell’animale. Situazioni criminali da contrastare per promuovere invece il circuito legale degli allevamenti che punta a benessere degli animali e competenza degli operatori a fronte di uno scenario sociale italiano sempre più “dog friendly” dove il 28% delle case ospita almeno un cane.

“Lungo tutta la Penisola - continua Coldiretti - oltre 24mila agriturismi offrono spazi all’aperto e percorsi naturalistici per le famiglie e i loro animali. Gli agriturismi, spesso situati in zone isolate in strutture familiari con un numero contenuto di posti letto e a tavola e con ampi spazi all’aperto - conclude la Coldiretti - sono forse i luoghi più sicuri per garantire il rispetto delle misure di precauzione per difendersi dal contagio, oltre che ospitare gli amici a quattro zampe”.

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