06/03/2021

OCCHIOBELLO

"Perchè distruggere un'area boschiva per costruire, quando ci sono 18 ettari di capannoni inutilizzati?"

L'intervento di associazioni ambientaliste e del comitato "Suolo libero"

OCCHIOBELLO - L'amministrazione comunale ha approvato un piano attuativo per un nuovo insediamento commerciale/residenziale in via Boccalara a Occhiobello in un'area attualmente boschiva. Cosa ne pensano le associazioni ambientaliste?

Eddi Boschetti, presidente del WWF Rovigo: "Non ci opponiamo alla realizzazione del supermercato, ma al fatto che vogliono costruirlo in zone che sono libere dal cemento, in una realtà come Occhiobello, nella frazione di Santa Maria Maddalena, che di cemento ne ha già tanto e non del tutto sfruttato.
Ricordiamoci - prosegue Boschetti - che esistono delle leggi che, a fronte di determinate estensioni di superficie boscata, garantiscono la tutela di queste aree, anche se si sono create spontaneamente, come in questo caso. In una Pianura Padana che è sempre più povera di biodiversità - conclude il presidente - anche questi fazzoletti di terra sono importantissimi: sia per gli animali, perché conservano la biodiversità, ma anche per l’uomo, dal momento che hanno una funzione di mitigazione climatica".

Denis Maragno, presidente della Fiab di Rovigo: "Il comune di Occhiobello ha già consumato più del 17% del suo suolo, cioè impermeabilizzato, con strade e costruzioni. Questi 8 ettari andrebbero ad aumentare questo numero. Di tutto il territorio comunale abbiamo censito, insieme al comitato, quasi 18 ettari che sono attualmente occupati da capannoni inutilizzati. Perchè costruire ex-novo in uno spazio che ha ritrovato la sua strada? Strada oltrettutto che diventerà un punto di accesso importante dal punto di vista ciclo-turistico, per arrivare sull’asse del Po. Da qui nasce la nostra volontà - conclude Maragno - a supportare questa opposizione: non è contro chi vuole investire nella realtà di Occhiobello, ma è proprio indispensabile farlo in questo posto, quando abbiamo almeno 18 ettari di capannoni inutilizzati?"

Interviene poi un rappresentante del comitato cittadino "Suolo libero", Franco Balli: "Ho aderito a questo comitato perché sono in disaccordo con l’amministrazione che inizialmente si era proposta per portare avanti un miglior uso del suolo, mentre in questo caso sta continuando quello che stava facendo l’amministrazione precedente. Quest’area - conclude Balli - potrebbe essere definita “ammasso di sterpaglie”, ma negli anni è aumentata ed è sempre più vistosa, tanto che ora può essere chiamata bosco".

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