04/03/2021

CORONAVIRUS IN POLESINE

"La curva sta scendendo ma dobbiamo stare attenti: siamo nella fase più delicata"

Le parole del direttore generale dell'Ulss 5, Antonio Compostella

ROVIGO - Solo una ventina di nuovi positivi al coronavirus nelle ultime 24 ore, un decesso, ricoverati positivi sotto quota 60, incidenza (ossia la percentuale di positivi sul totale delle persone sottoposte a tamponi) sotto quota 2%, focolai spenti in tutte le case di riposo: sono assolutamente incoraggianti i dati del bollettino di martedì 2 febbraio sull'andamento del contagio da coronavirus in Polesine, diramato dall'Ulss 5, l'azienda sanitaria provinciale.

"La curva sta scendendo - spiega il direttore generale dell'Ulss 5 Antonio Compostella - ma dobbiamo stare estremamente attenti, dal momento che siamo nella fase più delicata. Questo calo è solo una tregua e dobbiamo continuare a prestare la massima attenzione". Siamo, comunque, nella fase del calo, netto, della curva, rispetto al picco toccato nel mese di dicembre, quando i numeri sono stati davvero molto pesanti.

"La speranza di continuare ad avere numeri in calo - ha proseguito Compostella - poggia sui nostri comportamenti e sul nostro senso di responsabilità. Questo momento presenta anche un rischio: quello di farsi prendere dall'entusiasmo e dall'idea che il problema coronavirus possa ormai essere risolto. Non è assolutamente così, non abbiamo ancora messo all'angolo il virus o la pandemia".

"Siamo in zona gialla, riaprono le attività e riprende la scuola - ha proseguito il direttore generale - Questo è un grande risultato, che dobbiamo sforzarci di mantenere. E dobbiamo essere coscienti che la ripresa delle attività significa anche una maggiore circolazione di persone e maggiori opportunità di incontri, quindi, potenzialmente, di contagio. E' quindi importante continuare a mantenere in essere le norme di attenzione".

Sul fronte dei ricoveri, i positivi ricoverati negli ospedali del Polesine sono i 57, dopo un periodo, risalente a due o tre settimane fa, con anche oltre 100 ricoveri. Importante sottolineare come ad Adria non ci siano più pazienti ricoverati, così che l'ospedale vero e proprio torna Covid free, mentre rimangono presenze nell'ospedale di comunità. A Trecenta in Area Medica rimangono 45 ricoverati, oltre a 12 in Terapia intensiva. Quasi dimezzati, questi ultimi, rispetto ai 20 della settimana scorsa. "Questa diminuzione - spiega Compostella - significa che possiamo recuperare anestesisti e rianimatori per impiegarli nelle attività di chirurgia ordinaria". Nei prossimi giorni, quindi, sarà possibile aumentare le prestazioni di questo tipo che torneranno a essere erogate.

"Trecenta al momento rimane Covid Hospital - spiega Compostella - mentre Adria e Rovigo torneranno gradualmente ad aumentare il numero delle prestazioni, sia specialistiche che chirurgiche".

Da lunedì 1° febbraio, poi, come annunciato ripresa in regime ordinario l'attività di specialistica ambulatoriale in tutti gli ospedali che non siano Covid Hospital. Immediatamente, sono arrivati quasi 5mila chiamate al Cup, ossia il Centro unico di prenotazione. "Insomma - ha spiegato il direttore generale - si riparte".

Capitolo case di riposo: tutti i focolai che si erano attivati nei giorni scorsi sono o completamente esauriti o in via di raffreddamento, molto avanti sul cammino verso la completa negativizzazione. Non ci sono, fortunatamente, eccezioni a livello provinciale. Il quadro complessivo è di 68 positività residuali, su 2300 ospiti, e 18 operatori su 2400 circa. "Quotidianamente vediamo nuove negativizzazioni", ha proseguito il numero uno dell'azienda sanitaria del Polesine.

I decessi. Nelle ultime 24 ore viene segnalato un unico nuovo decesso, dopo che, nei giorni scorsi, erano sempre stati, purtroppo, due o più. "Ricordiamo - ha proseguito il direttore generale - che i decessi sono la conseguenza di contagi avvenuti 20 o anche 30 giorni prima". In altri termini, serve tempo perché il dato dei decessi "risponda" alla discesa della curva del contagio. Se il trend del contagio resterà in calo, comunque, la ricaduta si vedrà anche sul dato relativo alle persone portate via dal contagio. "La mortalità - dice ancora Compostella - legata al Covid, ossia di persone con positività, a livello regionale non è assolutamente superiore a quella nazionale, mentre a livello polesano è sensibilmente inferiore, nonostante la nostra sia la provincia con il maggiore indice di vecchiaia".

Buone notizie sul fronte dei vaccini: sono arrivate altre 3500 dosi di vaccino Pfizer, che consentiranno di terminare i richiami e mettere in campo, a partire dal prossimo 15 febbraio, la vaccinazione degli ultra80enni. E' già stata stabilita anche la procedura che verrà seguita per l'avvio di questa seconda fase della campagna.

"Si comincia - spiega il direttore generale Antonio Compostella - a Castelmassa, Rovigo e Adria, con 100 vaccinazioni al giorno per sede per la prima settimana, per rodare la macchina, soprattutto dal punto di vista informatico. Domani, mercoledì 3 febbraio, partiranno le lettere per le persone si presenteranno nei punti vaccinali indicati. Poi, in seguito, avremo anche il supporto dei medici di base".

Da una decina di giorni ormai viene garantita praticamente solo la seconda dose di vaccini, alla luce della situazione di incertezze sulle forniture e della necessità di garantire i richiami, per portare a una piena immunizzazione. In questi giorni si è iniziato ad usare anche qualche dose di vaccino Moderna, che comunque richieste sempre il richiamo, per quanto a distanza di 4 settimane, invece di 3. Come detto, però, a breve si dovrebbe riprendere in grande stile la campagna vaccinale, estendendola alla popolazione over 80.

7520 le prime dosi complessivamente somministrate in Polesine dall'inizio della campagna vaccinale, mentre sono 5780 cicli vaccinali completati. Questo significa che sono stati, a oggi, immunizzati 5780 Polesani. Di fatto, ormai è stato completato il "giro" nelle case di riposo e delle Rsa, che verrà ultimato, secondo le previsioni, in settimana.

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