01/03/2021

CORONAVIRUS IN ITALIA

Ecco il protocollo per combattere il covid dai primi sintomi

È rivolto innanzitutto ai medici di base, fondato sull'uso degli antinfiammatori

Allarme in paese, "Mancano tre medici di base"

ITALIA - Il professor Giuseppe Remuzzi, direttore dell'Istituto Farmacologico Mario Negri di Milano, ha elaborato un apposito protocollo rivolto innanzitutto ai medici di base, fondato sull'uso degli antinfiammatori, per combattere il covid dai primi sintomi. Un suggerimento che può essere molto utile anche per i pazienti - come spiega Il Mattino di Padova. 

La chiave del protocollo Remuzzi è agire prima dell'esito del tampone. Provare a contenere il virus prima che si scateni la reazione infiammatoria. 

Sono abbastanza noti i sintomi del Covid-19: febbre, tosse, spossatezza, dolori ossei e muscolari, mal di testa. In questi casi, consiglia il professor Remuzzi, prima ancora di attendere l'esito del tampone, è opportuno curarsi da soli come si fa con le altre virosi delle alte vie respiratorie e quindi: no antipiretici, come la tachipirina; sì antinfiammatori, come il Nimesulide, ovvero l'Aulin, nella dose consigliata di 100 milligrammi due volte al giorno, dopo i pasti, per un massimo di 12 giorni. O la comune Aspirina, 500 milligrammi due volte al giorno. O ancora il Celecoxib e tutti gli “inibitori della ciclo-ossigenasi 2”. Il medico può prescriverne una dose iniziale di 400 milligrammi seguita da una di 200 nel primo giorno di terapia, e poi un massimo di 400 milligrammi per giorno nei giorni successivi, se necessario. Corticosteroide se la febbre persiste insieme ai dolori articolari.   

"In caso di tampone positivo - prosegue il documento Remuzzi - procedere invece con esami specifici: conto dei globuli rossi e bianchi, creatinina per la funzione renale, PCR che indica se l’infiammazione sta andando avanti. Se i valori sono nella norma: continuare con Aulin o Aspirina attenendo il naturale esaurimento della malattia nel giro di 10 giorni. Se gli esami dovessero risultare fuori norma: radiografia al torace, se possibile eseguita anche a casa. cortisone ossigeno antibiotico solo in caso in cui la radiografia mostri una sovrapposizione batterica". 

Una strategia che ha trovato una rispondenza, ad esempio, nel territorio della Marca trevigiana. L’Usl 2 lo scorso 28 dicembre ha inviato ai medici di base un "documento sull’utilizzo precoce degli antinfiammatori" che traccia alcune linee guida per il trattamento dei positivi a domicilio, spiegando tuttavia che non esistono studi clinici specifici, e che ogni medico deve decidere "in piena autonomia professionale".

Credits Il Mattino di Padova.

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