03/03/2021

DIOCESI DI ADRIA E ROVIGO

Il vescovo: "Coronavirus, dobbiamo uscirne migliori"

E’ questo l'obiettivo della commissione diocesana pastorale sociale e del lavoro, giustizia, pace e salvaguardia del Creato

Ordinazione vescovo Pavanello (5)

ROVIGO - Dopo il Covid, "non vogliamo più tornare a quella normalità da cui siamo partiti, che respingeva gli accordi sul clima, la semplificazione della burocrazia, gli investimenti nella sanità pubblica, la volontà di non consumare il suolo, di limitare il traffico, di tutelare la biodiversità, di investire nella ricerca, nella scuola e nella cultura, nella manutenzione del Paese, di investire nella buona agricoltura, di dare dignità al lavoro, di favorire l’economia circolare, di perseguire la corruzione e le furbizie, di evitare l’incompetenza, l’inadeguatezza ed il qualunquismo".

E’ questo il "ne usciremo migliori" della commissione diocesana pastorale sociale e del lavoro, giustizia, pace e salvaguardia del Creato, che ieri ha diffuso un documento in cui guarda oltre la pandemia. "L’occasione che stiamo vivendo - scrivono - deve servire a superare i limiti del mondo che conosciamo, del modello di sviluppo che è alla sua base e dei nostri stili di vita. A questo proposito, una riflessione sulla nostra città ed il Polesine ci invita ad indicare un programma ambizioso fondato sull’innovazione, sulla sostenibilità e sulla valorizzazione delle eccellenze, in maniera tale che un problema drammatico possa trasformarsi in una storica opportunità".

L’appello, conseguente, è alle "forze politiche e le istituzioni culturali a riflessioni, proposte e comportamenti adeguati alla gravità della situazione nella certezza che le energie presenti in questa terra sono notevoli, in grado di riportare il Polesine ad essere interlocutore autorevole in ogni campo".

"Anche per la nostra terra - le considerazioni della commissione diocesana - è necessario individuare nuovi percorsi e nuove opportunità. Questo sarà possibile con efficacia se tutti insieme daremo una mano e faremo rete, nella consapevolezza che ognuno è portatore di un frammento indispensabile nella costruzione del mosaico della propria comunità. Sarà necessario anche accompagnare le nuove progettualità in campo, laddove esse affermino valori e prospettive di crescita, evitando di utilizzare metodi e strumenti deteriori che ne pregiudichino la realizzazione per illusori vantaggi di parte. Le responsabilità sono equamente distribuite fra chi governa e chi si oppone al governo perché una giusta e necessaria dinamica democratica richiede che prima di tutto essa sia fondata sulle grandi virtù umane di chi aspira ad essere un costruttore: il rispetto e non l’insolenza, la generosità e non l’avidità, il coraggio e non la viltà e la spavalderia, l’amore per la verità e non la falsità, l’amore per il prossimo e l’abnegazione, il desiderio di essere e di sapere e non il desiderio di successo".

"La secolare mentalità provinciale particolaristica può essere modificata - secondo i membri della commissione - nel riconoscere il valore delle connessioni, delle collaborazioni, dei collegamenti e dei reciproci riconoscimenti. Ed appunto su questo terreno verifichiamo l’assenza di luoghi e di istituzioni di coordinamento, quasi a ratificare una rassegnazione progettuale votata all’insignificanza, perché alcune iniziative in atto in tal senso sono ancora insufficienti rispetto alle necessità".

"Questa situazione tuttavia può determinare la elaborazione di proposte generative da parte di tanti soggetti che siano messi nelle condizioni di tirar fuori il meglio di sé, caratterizzati da un comune sentire che superi le barriere personali, ideologiche, economiche e culturali. Un processo avviato verso un momento/evento di incontro e di confronto da costruire insieme che potremmo chiamare ‘stati generali della politica’, orientato alla valorizzazione della città e del Polesine in tutte le sue espressioni, con risultati che possano offrire un’immagine diversa rispetto al passato. Dovrebbe avere le caratteristiche di un esperimento per vedere se si è capaci di definire l’identità di un territorio dinamico, pieno di idee e di voglia di vita, dove è bello abitare. Solo la cultura infatti salverà la politica".

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