01/03/2021

COLDIRETTI ROVIGO

"Le nostre aziende hanno dovuto reinventarsi per affrontare la crisi"

L'intervista a Carlo Salvan, presidente di Coldiretti Rovigo e vicepresidente regionale, sulla situazione del settore primario

ROVIGO - Il coronavirus ha avuto un impatto devastante in molti settori, dal turismo, al commercio, fino al settore primario. Quest'ultimo ne ha risentito sia direttamente, ma anche indirettamente con la chiusura di bar e ristoranti che hanno portato ad un calo nel consumo e acquisto degli alimenti. 

Ma per avere un quadro più dettagliato di quello che ha vissuto e vive questo settore, lasciamo la parola a Carlo Salvan presidente di Coldiretti Rovigo e vicepresidente regionale

"Le nostre imprese hanno e continuano ad attraversare momenti di difficoltà: in primis il settore agrituristico, l'ortoflorovivaismo, tutto il settore dell’ortofrutta in generale che si rivolgeva al canale Horeca. Ora stanno soffrendo per la stagnazione dei prezzi, per i difficili rapporti con la grande distribuzione, che sta facedo la parte del leone e se ne approfitta della situazione a suo favore. L’azienda agricola non può essere spenta e riattivata dall’oggi al domani, ma deve essere continuamente mantenuta attiva. Dall’altro lato non ci tiriamo indietro dallo sforzo di garantire l’approvigionamento di cibo sano e di qualità per tutto il paese.”

Anche la chiusura di bar e ristoranti influisce sulla vendita dei nostri prodotti: i consumi si sono rimodulati, sono cambiati nel corso del tempo a causa delle restrizioni. Questo per le aziende vuol dire doversi riposizionare e reinventare, specialmente con nuove forme di vendita che prima non esercitavano, come la consegna a domicilio. È sicuramente uno stimolo per le nostre aziende ad essere ancora più competitive, ma al tempo stesso c’è la difficoltà organizzativa e più costi che si aggiungono.”

Coldiretti è intervenuta per salvaguardare risorse importanti del Recovery plan: “Sono risorse importantissime e fondamentali, in primis per garantire alle aziende di stare aperte, ma soprattutto di avere una prospettiva di futuro, anche in una chiave di carattere ambientale, che l’UE ci sta chiedendo sempre di più per essere sostenibili ambientalmente nelle nostre produzioni. È ovvio però che per garantire un cibo sano e sostenibile, le aziende devono avere una stabilità economica e reddituale. Noi non ci tiriamo indietro, pretendiamo però da parte delle istituzioni un rapporto continuo, per far sì che ingenti risorse comunitarie siano destinate proprio a questi temi.”

Comprare italiano, comprare locale per aiutare i nostri coltivatori diretti, un appello che non può mancare da Coldiretti Rovigo: “Già da marzo avevamo lanciato l’Hashtag #iomangioitaliano per fare in modo che il consumo interno potesse garantire una valvola di sfogo anche alle difficoltà di carattere commerciale verso l’export. Oggi più che mai, bisogna però consentire alle aziende di poter competere sul mercato. La professionalità e qualità dei prodotti fatti nel nostro territorio, anche polesano, sono ormai a livelli altissimi e sono sinonimo di sanità e salubrità: il cibo è la nostra prima medicina in senso positivo, l’importanza di mangiare cibo sano, si riversa sulla nostra salute”.

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