01/03/2021

LAVORO

Grande perdita di posti di lavoro in Veneto. Ma a Rovigo sono cresciuti di 600 unità

Quanto emerge dal bilancio dell’Osservatorio di Veneto Lavoro, sull’andamento del mercato del lavoro veneto nel 2020

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VENETO - Nel 2020, nel Veneto segnato dalla pandemia, si sono persi 11.500 posti di lavoro dipendente, con un calo delle assunzioni del 24% rispetto all’anno precedente. Ma Rovigo fa segnare una controtendenza: nel corso dell’ultimo anno, infatti, gli occupati sono cresciuti di 600 unità.

E’ quanto emerge da un primo bilancio, tracciato dall’Osservatorio di Veneto Lavoro, sull’andamento del mercato del lavoro veneto nell’anno appena concluso. Il documento spiega che a determinare il risultato negativo è soprattutto la dinamica del lavoro a termine, che ha risentito maggiormente degli effetti delle varie fasi di lockdown e delle difficoltà legate al mancato o parziale avvio delle attività stagionali. Le misure di tutela dell’occupazione, quali il blocco dei licenziamenti e l’estensione della cassa integrazione, hanno invece consentito di limitare le perdite in termini di occupazione stabile, ma non permettono di determinare con esattezza l’impatto dell’attuale situazione sanitaria sull’occupazione e generano incertezza su quanto potrà accadere alla scadenza di tali misure.

L’emorragia di posti di lavoro è più consistente a Venezia (-6.450), Belluno (-4.400) e Verona (-1.450). Saldo positivo, ma comunque su valori inferiori a quelli del 2019, a Treviso (+1.350) e Rovigo (+600).

“A pesare su questo blocco delle assunzioni - afferma Elena Donazzan, assessore regionale al lavoro e alle pari opportunità della Regione del Veneto - è proprio l’incertezza sulla stessa vita delle nostre imprese”.

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