16/01/2021

CASA ALBERGO

Vaccino: adesione al 100% tra il personale sanitario e socio sanitario

Lunedì è stata somministrata la prima dose. La seconda, che dovrebbe completare il processo di immunizzazione è prevista il 2 febbraio

Anche i nonni sbarcano sui social

Casa Albergo

LENDINARA - Il vaccino è finalmente arrivato alla Casa Albergo per Anziani di Lendinara. Lunedì è stata somministrata la prima dose, mentre la seconda, che dovrebbe completare il processo di immunizzazione è programmata indicativamente per il 2 febbraio.

Sono state vaccinate 64 persone tra i residenti, quelle sempre negative o che si sono negativizzate da oltre 21 giorni, mentre solo per cinque residenti è stato manifestato il dissenso da parte degli interessati o dai loro famigliari. Non appena anche per gli altri sarà trascorso il periodo di 21 giorni dalla negativizzazione sarà completato anche per loro il processo di vaccinazione. E’ invece del 100% il bilancio di adesione per il personale sanitario e socio sanitario, con un solo dissenso tra il personale del servizio di ristorazione gestito da una ditta esterna alla struttura.

Per il personale sono state vaccinate quindi 84 persone, cui vanno aggiunte le altre 41 già vaccinate nei giorni precedenti, recuperando disponibilità di dosi presso i presidi ospedalieri dell'Ulss 5 Polesana. Anche in questo caso il personale assente, ancora positivo o appena negativizzato, sarà recuperato appena possibile.

“E’ significativa l'altissima adesione dei nostri dipendenti – ha commentato la presidente del CdA della Casa Albergo, Tosca Sambinello – che hanno dato prova del fatto di essere coscienziosi e responsabili, aderendo in massa alla vaccinazione. Nonostante il devastante momento di criticità patito da Casa Albergo, stiamo lentamente tornando nell’alveo della normalità, ma i comportamenti debbono comunque mantenersi prudenti e rigorosi e sempre ossequiosi ai protocolli in vigore. Questo è il momento della speranza, è il primo passo verso un percorso di uscita dall’incubo, dove la nostra casa, seppur cautamente, è pronta alla ripartenza”.

La struttura era infatti stata vittima di un focolaio di Covid 19 che si era sviluppato in maniera fulminante e aveva visto il suo picco proprio in corrispondenza delle feste natalizie, una situazione sanitaria molto più grande delle possibilità di una qualsiasi struttura residenziale, con la Casa albergo che aveva dovuto fare fronte a un’epidemia che non era addestrata a gestire, occupandosi normalmente di assistenza. La Casa Albergo aveva comunque continuato a garantire una completa copertura dell’assistenza sanitaria con i medici di medicina generale nella struttura, con il personale medico dell’Usca dell’Azienda Ulss 5 e, nella fascia notturna, con il medico specializzato nella gestione di casi di Covid-19 incaricato dall’ente.

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