20/01/2021

CORONAVIRUS IN POLESINE

"La curva del contagio rimane in ascesa e non si ferma"

Compostella: "E questo è un dato preoccupante, senza dubbio"

ROVIGO - La curva del contagio rimane in ascesa e non si ferma. E questo è un dato preoccupante, senza dubbio. Lo ha sottolineato con chiarezza il direttore generale dell'Ulss 5 Antonio Compostella, sempre molto puntuale e attento nell'aggiornare la popolazione in un momento di difficile emergenza sanitaria. "Siamo in uno scenario di piena recrudescenza del contagio - ha spiegato il direttore generale - la curva rimane alta e non accenna a ridursi. Difficile dire quando potremo avere un allentamento del contagio".

Anche perché rimane da capire - e non è semplice - se si sia ancora in piena seconda ondata o si stia assistendo all'avvento della terza ondata. "Di certo - dice il dg - le decisione messe in atto per contenere il contagio, non hanno avuto l'effetto sperato. Da valutare se il prolungamento di queste disposizioni possa essere la strada giusta per dare un risultato utile dal punto di vista del contenimento del contagio". Difficile, in ogni caso, vedere un allentamento della curva prima di una decina di giorni. "Almeno, lo speriamo", ha precisato il numero uno della sanità in Polesine.

Nelle ultime 24 ore i nuovi casi di positività sono ben 133. A livello di incidenza, ossia percentuale di nuovi positivi rispetto al numero totale di tamponi, è del 7,9% circa, un mese fa era al di sotto del 6%. Numeri in aumento, di conseguenza. Importante sottolineare, tuttavia, come, di questi 133 nuovi positivi siano persone che già erano state poste in isolamento. Questo significa che tracciamento e isolamento dei contatti funzionano ancora bene, nonostante siamo ancora nel pieno dell'epidemia.

Rimane, di conseguenza, molto alta anche la pressione sulle strutture ospedaliere. A oggi le persone ricoverate sono ben 135. Un dato che purtroppo rimane da tempo abbastanza stabile, indice, appunto, di un altissimo tasso di occupazione degli ospedali. Dei ricoverati, 9 sono in Malattie Infettive a Rovigo, 1 in Rianimazione a Rovigo, 13, in area Covid Adria, 1 in psichiatria ad Adria, 92 in area covid non critica o semi intensiva a Trecenta e 19 in Rianimazione a Trecenta. "Questo non significa - ha detto Compostella - che i nostri ospedali siano al collasso, assolutamente non è così. Significa che l'impegno è gravoso, per il nostro personale, e che la sofferenza dei pazienti è tanta. E che maggiore è l'impegno sul fronte Covid, minori sono le risorse per la nostra attività, per così dire, "ordinaria".

Il tributo in termini di vite. I decessi di persone residenti in Polesine deceduti dall'inizio dell'epidemia sono 275. Nove in più rispetto alle 24 ore precedenti. Purtroppo, un dato in linea con l'andamento della curva alla quale si sta assistendo. La mortalità è particolarmente alta nei reparti di Terapia intensiva e nelle case di riposo e strutture similari. "E', purtroppo, uno degli aspetti che ricorderemo sempre - ha detto il direttore generale dell'Ulss 5 - quando questa epidemia sarà finita o, comunque, molto ridotta".

Case di riposo. Al Csa di Adria si segnalano due nuovi anziani positivi, stabile il numero degli operatori. In fase di piena negativizzazione il focolaio di Corbola, con otto ospiti negativizzati rispetto a ieri, così come un operatore pure negativizzato. A Papozze, purtroppo, focolaio ancora attivo, con 5 nuove positività tra gli ospiti e 3 tra gli operatori. A Castelmassa la situazione risulta ormai stabilizzato, con una negativizzazione tra gli ospiti. A Lendinara la fase della stabilizzazione appare superata e la situazione appare in risoluzione, con 25 ospiti che si sono negativizzati, un numero molto importante, con 5 operatori pure negativizzati. All'Iras di Rovigo, la struttura maggiore del Polesine, da giorni per fortuna la situazione appare stabile. A Villadose anche qui la situazione appare ormai stabilizzata, con 2 ospiti negativizzati e anche un operatore. "Un quadro migliore rispetto a quello di due o tre settimane fa", ha commentato il direttore generale. In ogni caso, il numero dei decessi è salito a 123. "Dobbiamo però sottolineare - ha detto Compostella - che parliamo senza dubbio di numeri tristi e pesanti, ma che non siamo in presenza di una situazione più grave o pesante rispetto a quanto avvenga nelle Rsa e nelle strutture di altre province".

L'avvio della campagna di vaccinazione. La buona notizia è, invece, il percentile delle vaccinazioni in Polesine: il 15 per mille circa, a fronte di una media Veneta del 9 per mille circa, a sua volta più alta di quella nazionale. La vaccinazione, quindi, prosegue spedita, nella nostra provincia, più spedita che in altre realtà, pure virtuose. A oggi 3538 vaccinazioni effettuate in Polesine, secondo il dato aggiornamento alla serata di giovedì 7 gennaio, con altre 700 attese entro la fine della giornata di venerdì 8. Il 70% è stato di operatori Ulss e di strutture accreditate (2.121), il restante (1.417) all'interno delle Rsa e delle case di riposo, sia agli ospiti che agli operatori. Consumato tutto il primo lotto di dosi che ci sono state fornite, si parte con il secondo. Da ricordare come, per la immunizzazione, servano due dosi, la seconda delle quali 21 giorni dopo la prima. La copertura totale si ottiene 6 o 8 giorni dopo la somministrazione della seconda dose.

La adesione alla campagna vaccinale. Tra gli operatori sanitari adesione completa. Per quanto riguarda gli operatori delle case di riposo, dopo un avvio abbastanza complesso, con una adesione preoccupantemente bassa, con una adesione del 65%, il dato appare in netto miglioramento. A oggi sono stati vaccinati 709 ospiti, con una adesione altissima, al 94%, un 5% non è stato vaccinato in quanto in quel momento positivo o con altri problemi, un dissenso limitato all'1%. Sul fronte degli operatori di Rsa e case di riposo, invece, come detto l'adesione sta migliorando nettamente. Probabile che all'inizio abbiano contribuito alcuni timori legati a mancanza di informazione. A oggi la percentuale di vaccinati rispetto agli idonei è dell'80%. 115 su 825 quanti hanno espresso dissenso, il 14%, percentuale non bassa, ma in calo. Ci sono poi state alcune idoneità, per assenza o malattia, mentre i vaccinati sono 638, pari all'80%. "Dobbiamo ricordare - ha detto Compostella - come gli ospiti delle case di riposo siano una popolazione fragile e, quindi, per difenderli è importante la vaccinazione loro, ma anche degli operatori, dal momento che di solito il contagio entra spesso proprio con gli operatori che, a differenza degli anziani, hanno contatti con l'esterno".

Il controllo dei Nas. Da sottolineare anche come l'Ulss 5 abbia ricevuto una ispezione dei carabinieri del Nas, (Nucleo antisofisticazione e salute), finalizzata propri a verificare la correttezza delle procedure di conservazione e gestione delle dosi di vaccino. Ispezione superata perfettamente, senza alcun rilievo, nonostante l'accuratezza e il livello di approfondimento dei controlli.

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