19/05/2022

OCCHIOBELLO E PORTO VIRO

Tornano a casa gli oggetti preziosi rubati da chiese e abitazioni private

Una cerimonia semplice, ma con tutto l’orgoglio derivante dall’avere fatto un ottimo lavoro e reso un servizio importante alla comunità

03/12/2020 - 10:05

OCCHIOBELLO E PORTO VIRO - Una cerimonia semplice, quasi informale, ma con tutto l’orgoglio derivante dall’avere fatto un ottimo lavoro e reso un servizio importante alla comunità.

I carabinieri del Nucleo per la Tutela del patrimonio culturale di Napoli, nella chiesa di San Lorenzo, hanno restituito alle autorità religiose un inginocchiatoio in legno intagliato, rubato il 13 maggio 2010, appunto a Occhiobello, e una scultura in legno raffigurante Gesù Bambino, rubata il 10 febbraio 2011 a Porto Viro, che tornerà alla parrocchia di San Bartolomeo.

Il tutto alla presenza del sindaco di Occhiobello Sondra Coizzi, del maggiore dei carabinieri Giampaolo Brasili, Comandante del Nucleo Tutela patrimonio culturale di Napoli, del comandante di stazione di Occhiobello maresciallo Marco Cestaro, e di Padre Patrizio Bodrini.

Un lieto fine che costituisce il culmine di una complessa indagine. "Ha permesso - spiegano i carabinieri - di individuare ventinove persone di un’organizzazione criminale con base logistica in Campania che ricettava beni preziosi rubati da luoghi di culto e istituti religiosi collocati sull’intero territorio nazionale".

"Le indagini dei militari - prosegue la nota - hanno fatto accertare che la banda era attiva già da numerosi anni nel settore dell’antiquariato e dei beni ecclesiastici, grazie alle specifiche conoscenze dei ricettatori che, appassionati d’arte o, in alcuni casi, ex titolari di negozi, erano il tramite per la commercializzazione degli oggetti proventi di furto. L’iter era consolidato: alcuni avevano il compito di effettuare sopralluoghi per individuare luoghi di culto vulnerabili e non vigilati, altri si occupavano del reperimento dei beni per individuare i canali illeciti di vendita, ad altri ancora spettava infine la collocazione dei pezzi rubati, dai mercati rionali per gli oggetti di minore rilevanza a trattative private nel caso di opere di notevole valore commerciale".

"Di fondamentale importanza, per l’individuazione dei beni, è risultata la comparazione delle immagini degli oggetti sequestrati con quelle contenute nella ‘Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti’, gestita dal Comando Tpc dei Carabinieri - prosegue la comunicazione - Gli oggetti recuperati, derivanti da 55 furti compiuti sull’intero territorio nazionale (da Bolzano a Catania), provengono in prevalenza da chiese e abitazioni private".

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