16/01/2021

CORONAVIRUS

"600 morti al giorno, ma tutti parlano solo del cenone"....

Lo sfogo di Massimo Antonelli, direttore della terapia intensiva del Policlinico Gemelli

"Il 30% dei pazienti covid in terapia intensiva ha meno di 60 anni"

ITALIA - "Il dibattito sul veglione e il cenone di Natale è intollerabile". Così Massimo Antonelli, direttore della terapia intensiva del Policlinico Gemelli e componente del Comitato tecnico scientifico (Cts) interviene intervistato da Open, sul tira o molla relativo all’allentamento delle misure restrittive in vista del Natale. "In Italia le vittime del Covid sono state oltre 50mila. Ogni giorno qui ne vediamo andar via almeno 70. E c’è chi non vuole rinunciare, per una sola volta nelle vita, a occasioni superflue".

La frustrazione più grande, racconta: "Non poter essere visto da chi ci guarda dal letto, ed è solo. Dover comunicare soltanto
con gli occhi. È toccante infine dover parlare al telefono con i familiari, ogni tanto in videochiamata. Si aggrappano alle nostre poche parole. I nostri morti meritano rispetto. Che senso avrebbe un Natale come se niente fosse o andare sulla neve? Tante persone tendono a porre l’accento sugli aspetti economici e le difficoltà degli esercizi commerciali. Comprendo. Tante altre invece perdono inconsciamente la percezione di una situazione drammatica".

La prudenza in vista delle prossime settimane, avvisa Antonelli, è d’obbligo: "I numeri parlano. Oltre alla mortalità, l’incidenza dei nuovi casi resta alta, siamo oltre 320 su 100 mila abitanti. Alcune Regioni superano i 700-800 casi al giorno. È vero la curva rallenta, l’Rt è sceso sotto l’unità. Però allentare significa andare incontro a una terza ondata. Non è un rischio. È una certezza". Antonelli, infine, parla del fenomeno del negazionismo, di quanti sostengono che il virus non esista: "Ne abbiamo curati tanti al Gemelli. Una volta fuori, si sono scusati".

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