16/01/2021

POLIZIA PENITENZIARIA

Trasferiti a Rovigo i detenuti ad alta sicurezza positivi al covid

Sindacati: "Non c'è nessuna indicazione di come reperire le risorse umane per dare man forte al carcere di Rovigo"

Inaugurazione Carcere Graziano Del Rio Andrea Orla

Il carcere di Rovigo

ROVIGO - "La Fp Cgil è a conoscenza che il Prap di Padova ha diramato, tra le Direzioni del Distretto, un piano operativo in merito all'emergenza covid-19. Del predetto piano non vi è stato confronto con i sindacati nonostante che tra l'emanazione del suddetto piano e la stipula del protocollo 'per la prevenzione e la sicurezza nei luoghi di lavoro in ordine all'emergenza sanitaria da covid 19' diretto al personale, siano trascorsi pochi giorni", inizia così la lettera che il Coordinatore Regionale Veneto per la Segreteria Regionale FPCGIL Penitenziari Gianpietro Pegoraro e Franca Vanto per FPCGIL VENETO hanno indirizzato all'amministrazione penitenziaria e alle autorità locali. 

"Dalla lettura del piano, che si discosta da quanto previsto dalla lettera circolare che prevede all'interno di ogni Istituto un reparto isolamento in cui collocare detenuti appena arrestati, detenuti provenienti da altri Istituti di pena e in attesa dell'esito del tampone e detenuti positivi al covid-19. La parte che ha richiamato la nostra attenzione è quella contenuta nel punto 6 intitolato “Piano di emergenza per il contenimento epidemologico del distretto”. Esiste nel punto 2 una situazione non chiara e meritevole di segnalazione. Premesso che nel predetto punto prevede diversi scenari possibili in un'ottica di progressivo peggioramento della situazione di contagi all'interno degli Istituti di pena dove vengono individuati due Istituti di pena Trento e
Rovigo, che devono contenere i detenuti dichiarati positivi al covid. Ciò significa che i detenuti di altri Istituti positivi al covid 19 poichè la capienza della sezione individuata come isolamento da covid non riesce più a contenerli, in base alle loro classificazioni di pericolosità per Trento solo detenuti e detenute a media sicurezza mentre per Rovigo alta sicurezza e media sicurezza, essi vanno trasferito nei suddetti Istituti, dove per il carcere di Rovigo deve contenere all'interno di un reparto detentivo adiacente ad un altro 34 detenuti positivi al covid".

"Va sottolineato che questo reparto se pur adiacente ma è diviso dall'altro reparto, il lato b, da due cancelli divisori dove nel
mezzo vi è un unica rotonda. Altra cosa in comune tra i due reparti sono le vie d'ingresso, poichè i poliziotti e gli infermieri salgono e scendono per la stessa scala, quindi ci si trova che chi svolge servizio all'interno del reparto covid sale o scende con chi svolge servizio nel reparto non covid. La situazione di mancanza di personale con cui la Casa Circondariale di Rovigo deve
giornalmente affrontare e che tale situazione è stata già segnalata. Avere o meno il personale è molto importante in questa delicata fase, cosa che il piano oggettivato non la prende in considerazione anzi prevede l'assegnazione nel carcere di Rovigo di ulteriori detenuti, oltre a quelli già presenti, classificati di alta sicurezza positivi al covid provenienti da altri carceri del Triveneto. Predetta assegnazione comporta un impiego maggiore, rispetto all'attuale, di unità di polizia penitenziaria nei vari turni di servizio al fine di assicurare la vigilanza su questi particolari tipologia di detenuti, per i quali necessitano di maggiore attenzione. Da non perdere di vista è il numero dei poliziotti penitenziari positivi al covid, che attualmente sono 7 ma possono aumentare. Una situazione così appena rappresentata incide negativamente sul buon andamento del servizio, come già incide negativamente il numero di personale che frequenta corsi universitari, ben 19 unità, e personale che fruisce di Legge 104/92, sono 9 unità. Sommate tutte queste situazioni e con l'aggiunta di detenuti positivi ad alta sicurezza minando i diritti minimi del personale restante è facile capire che i diritti minimi del personale non verranno sempre garantiti, anzi. A fronte di una situazione così come descritta ci si accorge che nel piano oggettivato non esiste nessuna indicazione di come reperire le risorse umane per dare man forte al carcere di Rovigo e di assicurare al personale del predetto istituto i diritti che gli spettano".

"Pieno d'incertezze è il modo con cui dovrà funzionare il reparto covid, oltre alla sua collocazione che già abbiamo sopra riportato vi è anche il problema dell'avvicendamento del personale che sarà chiamato a svolgere il proprio servizio all'interno del suddetto reparto. Argomento questo che non è stato trattato durante i lavori del protocollo regionale sulla prevenzione
e sicurezza sottoscritto pochi giorni fa al Prap. Esiste un unico D.V.R. aggiornato a questa pandemia all'interno dell'Istituto, esso valuta in via generale come evitare il contagio e come comportarsi ma non vi è nessuna indicazione in merito al contagio interno e di come comportarsi lavorando all'interno di un reparto pieno di contagi. Esiste anche il problema dei tamponi da far svolgere a tutto il personale del carcere del carcere Rovigo, spinoso problema poiché essi vengono svolti, sia al personale che ai detenuti con ritardo, circa due mesi tra un tampone e l'altro. La mancanza di personale infermieristico, che non è garantito nell'arco delle 24 h giornaliere, come mancano apposite apparecchiature di ventilazione qualora il paziente abbia difficoltà respiratorie. Va anche in questo caso evidenziato che la struttura ospedaliera di Rovigo, rispetto altre strutture risulta essere insufficiente e non attrezzata a contenere al proprio interno, reparto covid, detenuti classificati AS. Questo pone il problema del piantonamento da parte del personale di polizia penitenziaria. Per quanto sopra esposto si chiede a codesti Uffici che sia rivisto il piano oggettivato da parte del Prap, in quanto esso oltre a presentare diversi punti di caduta e oltre a non essere stato condiviso con le organizzazioni sindacali sta mettendo in ginocchio una struttura già carente di personale ponendo lo stesso a svolgere turni di servizio pesanti e allo stesso tempo pone a raschio di contagi oltre al personale anche gli stessi detenuti della sezione opposta. A Sua Eccellenza il Prefetto di Rovigo e al Sindaco di Rovigo a cui la presente è indirizzata si chiede un intervento affinché il piano oggettivato non sia calato all'interno del carcere di Rovigo ma deve essere fatta una valutazione più approfondita da parte del PRAP dove si dovrà individuare Istituti all'interno del Distretto che al loro interno abbiano dei locali adibiti ad infermerie e con un sistema assistenziale 24 h, dove all'interno degli stessi vi possono essere collocati detenuti positivi al covid-19".

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