03/12/2020

CORONAVIRUS IN POLESINE

"La proiezione sui primi di dicembre è in decrescita"

"Ma il virus non scomparirà" spiega il direttore generale dell'Ulss 5, Antonio Compostella

ROVIGO - "La situazione per quanto riguarda il Polesine è abbastanza stabilizzata. Oggi abbiamo 128 nuovi casi, un numero elevato che però non ci stupisce più. Non è comunque questo il dato importante. Ci sono elementi più importanti. A parte il fatto che tra questi nuovi casi 49 era già in isolamento domiciliare, erano già stati tirati via dalla strada del potenziale contagio di altre persone e la positività l'hanno sviluppata nell'ambito della fase di isolamento. L'indicatore che vi presento molto ultimamente è quello dell'incidenza, ovvero il numero dei nuovi casi rispetto ai tamponi eseguiti. Calcolato negli ultimi 7 giorni è di 5,57%, quindi ogni 100 persone sottoposte a tampone ne troviamo 5 e qualcosa di positive, e una settimana fa era di 6,8%. Sta calando. Assieme al dato della prevalenza di 1,35% su 100, a livello regionale è 2,3%", così il direttore generale dell'Ulss 5 Polesana, Antonio Compostella, illustra la situazione sul coronavirus nella nostra provincia. 

"La prevalenza dice che la curva del contagio continua a salire certo, si sommano ogni giorno nuovi contagi ma l'incidenza ci dice che il contagio non ci è sfuggito - continua Compostella - Dal punto di vista pratico significa che non abbiamo una quantità sempre crescente di persone che non possono più partecipare alla vita sociale, ci stiamo avviando verso una situazione di convivenza con il virus con nuovi casi costanti ma in una misura che non determina il fatto che abbiamo bisogno di chiudere. Questo fino a quando non arriverà il vaccino. Quindi in Polesine la situazione potrebbe alleggerirsi con il tempo".

"La proiezione sui primi di dicembre è in decrescita: chiaro che avremmo nuove positività, ma con un andamento quotidiano che si stabilisce e poi si abbasserà. Non scompare, il virus non scomparirà. Ma se riusciamo, una volta calata la curva, a mantenerla così potremmo convivere con il virus con maggiori attività aperte. E' chiaro che è un equilibrio molto labile perché il virus finché è presente continuerà ad approfittare di ogni nostro errore per espandersi. Io non mi azzardo ad arrivare al Natale con previsioni, ma se si stabilizza la curva forse in numeri ridotti potremmo goderci anche un po' di festa ma con la mascherina, in casa".

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