02/12/2020

CORONAVIRUS IN POLESINE

"La mia attività ne risentirà, ma meglio adesso che a Natale"

Ecco come stanno affrontando la situazione in continuo cambiamento i locali del centro

ROVIGO - Il Veneto è fra le regioni a rischio di declassamento a zona arancione, la decisione sarà presa a giorni. Se non si rischia addirittura un lockdown generale, come è stato ipotizzato dal Governo, dato il continuo aumento dei casi in tutta Italia. Qualunque sia la strada che dovremo percorrere non si prospetta fra le più rosee e si prospetta la chiusura di bar e ristoranti, questa volta per tutto il giorno. 

Abbiamo quindi chiesto direttamente a loro come la stanno vivendo e cosa stanno facendo per prepararsi ad un'altra imminente probabile chiusura.

Davide di Pane & caffè commenta: "È inevitabile, la zona arancione è l'unico modo per cercare di ridurre la portata del virus. Domenica ero in giro con la mia famiglia e ho constatato che c'era davvero tanta gente in giro: se non blocchi le persone, vano per conto loro, dispiace ma la vedo come unica soluzione. Mi dispiace ovviamente anche per la mia attività che ne risentirà, ma comunque meglio adesso che a Natale". Sono pronti sia per l'asporto che per le consegne a domicilio a Rovigo e dintorni, servizio che hanno mantenuto da maggio scorso avendo ricevuto una buona risposta dai clienti. "È una soluzione che val la pena provare in questa situazione difficile, ma anche da mantenere in futuro."

Yun del Bar Molinari vorrebbe avere più certezze per sapere come organizzare il suo lavoro, sta vivendo alla giornata non sapendo se da un giorno all'altro rischia di chiudere il locale. "Stiamo ordinando il minimo indispensabile dai fornitori, per non dover buttare via i prodotti, vado a comprare ciò che manca al supermercato anche se mi dispiace". Vorrebbe riorganizzarsi ma non è possibile: "A sto punto meglio chiudere tutto per qualche settimana, aspettare che si sistemi la situazione e poi riaprire definitivamente".

Paolo del bar Coghetto non lo spera, ma è consapevole che si sta andando nella direzione di questa svolta all'arancione o addirittura al rosso, visto tutti gli indicatori. "Purtroppo non ci si può fare nulla, abbiamo tentato di far capire che il problema non sono i locali, ma piuttosto i trasporti e la scuola: i contagi sono saliti quando è stata riaperta la scuola, non da maggio quando abbiamo riaperto noi." Ha poi aggiunto: "Se finiamo in zona arancione, come abbiamo fatto per la riapertura a maggio faremo anche ora, con l'asporto, in zona rossa invece non potremo fare nulla".

Fabrizio dei Trani commenta: "Per chi come noi cerca di rispettare le regole al massimo, sarebbe una delusione, per colpa di qualcuno pagarne le conseguenze. Sarebbe comunque una stretta importante che porterebbe a qualcosa di positivo, ma non dimentichiamoci che il lavoro e l'economia della città devono anadare avanti". Stanno valutando di attivare anche il pranzo delivery per essere comunque attivi e provare a portare a casa la giornata.

Nico del Baribal pensa che bisogna stare più attenti e rispettare maggiormente le regole, ma allo stesso tempo bisogna lavorare: "Sono scelte difficili, le lasceremo prendere a chi di dovere e vedremo come andrà, noi comunque siamo già pronoti per l'asporto".

Mara del Bar Apollo pensa che la situazione sia tragica e che la gente è sempre più terrorizzata: "Rovigo mi sembra una città un po' più tranquilla da questo punto di vista, ma la situazione nazionale è disastrosa. Noi come attività siamo dispiaciuti perchè le entrate diminuiranno, però per il bene del paese si fa anche questo; ci attiveremo comunque per il servizio di asporto".

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