29/11/2020

ROVIGO

Il "Tavolo Adolescenza a rischio" ha ripreso i lavori

Obiettivo: interventi rivolti a giovani a rischio di disagio o di dispersione scolastica e alle famiglie in situazioni di fragilità

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Il Comune di Rovigo

ROVIGO - Lo scorso 16 ottobre nella sala consiliare della sede municipale,  il "Tavolo Adolescenza a rischio" ha ripreso i lavori. L'adesione si è allargata a diversi soggetti che stanno lavorando nel territorio con progettualità ed interventi rivolti ai ragazzi, ai giovani a rischio di disagio o di dispersione scolastica, ed anche alle famiglie in situazioni di fragilità.

"A questo Tavolo di coordinamento  - spiega la nota stampa del Comune di Rovigo - aderiscono 15 soggetti impegnati in tale ambito, quali: i servizi dell'Ulss 5, il Centro di Salute Mentale, il Servizio Dipendenze, il Consultorio Familiare, e diverse cooperative sociali ed associazioni attive nel territorio del Comune di Rovigo".

Ha aperto i lavori l'assessore al Welfare Mirella Zambello,  ricordando che l'obiettivo è quello di fare sinergia tra le diverse progettualità, affinché ci sia una sorta di "Patto Educativo" che coinvolga la comunità, e non distinguendo target di popolazione. "L'ottica - ha detto Za,bello - deve essere orientata a promuovere un approccio integrato, orientato ad intrecciare gli interventi, affinché si possa raggiungere le situazioni di maggior bisogno, oltre che ad avviare interventi finalizzati a prevenire le manifestazioni disagio e soprattutto di promozione del benessere".

"L'impegno - prosegue la nota stampa del Comune di Rovigo - è di raccogliere i dati relativi al disagio e alla dispersione scolastica, oltre ad altri dati significativi per poter avere una fotografia della situazione e di quali potranno essere gli sviluppi, anche in termini di opportunità da accrescere. Vi sono già collaborazioni in alcune progettualità significative realizzate da soggetti del Terzo Settore, di cui il Comune di Rovigo è Partner, quali: 'Scarpe Diem', 'Spostati', 'Sinergie', 'Famiglie Stravaganti', ed altri interventi di contrasto alla Povertà Educativa".

"Dalla presentazione dei progetti avviati dai partecipanti - ha spiegato Zambello - risultano già avviate diverse attività socio-educative extrascolastici, per sostenere i ragazzi negli impegni scolastico ed in proposte di socializzazione  e di animazione, spesso realizzati in sinergia con gli Istituti scolastici. Nell'ambito della presa in carico dei ragazzi con forme di disagio risultano interessanti gli interventi dei servizi competenti dell'Azienda Ulss con forme innovative di sportelli, anche presso gli istituti superiori, come ad esempio i Cic e altre attività punti di ascolto esterni".

P"articolarmente interessanti sono anche i progetti ripresi in alcune aree della città in cui i ragazzi si incontrano in compagnie informali, come ad esempio gli operatori di strada, che sono impegnati  per intercettare i giovani in situazioni a rischio di devianza, e per coinvolgerli in situazioni di attività di loro interesse".

"Sarà necessario – sottolinea Zambello -proseguire questo lavoro di coordinamento, in maniera sinergica anche con altri assessorati, per la conoscenza reciproca degli interventi, al fine di individuare ulteriori collegamenti ad esempio con i dirigenti scolastici, con il Forum dei Giovani e con progetto 'Alleanza per le Famiglie'. Sarà utile inoltre individuare alcuni luoghi e spazi, in cui si possano realizzare le effettive azioni per includere nelle attività innovative anche i ragazzi già in situazioni di marginalità. In questo senso risulta utile la connessione con il progetto 'Innovation Lab', che è in fase di realizzazione presso l'ex sede del Liceo Celio, al centro della città".

"L'opportunità di confronto avviato tra tutti i presenti – conclude Zambello -  ha rinforzato la motivazione per un lavoro da svolgere in maniera integrata. Infatti nella logica degli interventi sociali innovativi risulta importante individuare  le principali situazioni di vulnerabilità, al fine di intervenire migliorando l'efficacia della rete dei servizi, e per orientare le persone verso percorsi di autonomia, secondo l'approccio di 'Welfare generativo' orientato a valorizzare le capacità delle persone e  le risorse presenti nelle nostre comunità".

 

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