27/11/2020

NUOVO DPCM

"La colpa di chi non rispetta le regole non deve ricadere su tutti gli altri"

Una raccolta delle opinioni dei rodigini alla luce delle nuove restrizioni

ROVIGO - Questa mattina abbiamo fatto un giro per il centro città per capire quali fossero i pensieri e le opinioni dei cittadini in merito alle nuove misure per la lotta al Covid illustrate ieri sera da Conte. Il nuovo Dpcm stabilisce che i sindaci potranno disporre la chiusura di vie e piazze dove si creano assembramenti. Tutte le attività di ristorazione saranno consentite dalle 5 del mattino a mezzanotte, se il consumo è previsto ai tavoli; altrimenti la somministrazione non ai tavoli è previsto fino alle 18. L'asporto è consentito fino a mezzanotte, consegne a domicilio senza limiti di orario. Palestre e piscine invece hanno una settimana per adeguare i protocolli di sicurezza, altrimenti verranno chiuse.

Nel complesso i cittadini non sono troppo spaventati dalla seconda ondata del virus, ma stanno comunque attenti alle norme e prudenti nello svolgimento delle loro attività quotidiane.

Il signor Beppe ci dice: "Credo che il governo stia cercando di coniugare due cose importanti: la tutela della salute dei cittadini, che è l’aspetto determinante e allo stesso tempo limitare il disagio per le attività imprenditoriali e commerciali che stanno soffrendo in una maniera incredibile; trovare un punto d’incontro non è facile. Garantire però sicurezza ai cittadini sotto il punto di vista sanitario, visto il trend di questo maledetto contagio, è la cosa più importante, come evitare di far chiudere le attività, dal momento che un altro lockdown risulterebbe devastante. In tutta sincerità non vorrei ritrovarmi in chi deve fare queste scelte e approvo cosa sta facendo Conte ed il suo governo". Continua: "Ho paura della seconda ondata come tutti, cerco di evitare i luoghi affollati e mi attengo alle restrizioni, avendo anche una nipotina piccola".

Paolo del caffè Coghetto non ha paura della seconda ondata, come non aveva paura della prima perchè dice che la gente è più cosciente, c’è un comportamento responsabile da una buona parte della popolazione; poi aggiunge: "Con Conte ho sempre avuto grandi divergenze ma questa volta mi trovo d’accordo sul fatto che non ci sia una nuova chiusura a livello nazionale, non ce lo possiamo più permettere. Capisco la sicurezza sanitaria ma bisogna tutelare anche l’economia, altrimenti non si va da nessuna parte. Approvo anche che le decisioni in merito alla chiusura di vie e piazze vengano prese localmente, perchè ogni situazione è a se. Non trovo però giusto che se sbaglia una palestra bisogna chiuderle tutte, andrebbe chiusa solo quella che ha sbagliato. Se tutti adottano un comportamento responsabile seguendo le restrizioni anticovid, riusciremo a superare questo momento, oggi siamo più preparati rispetto a marzo, c’è la possibilità di gestirlo molto meglio. Non bisogna farsi prendere dal panico finché la situazione è affrontabile."

Chiara del Zestea invece è contrariata: "Dovevano fare un controllo a monte e dettare delle regole fin da subito perché non si può insegnare un nuovo comportamento alle persone dall’oggi al domani, fanno fatica a cambiare le loro abitudini. Oltre alla salute, è importante pensare anche alla parte economica: non trovo che i bar non siano necessari, noi ci viviamo con questa attività, oltre a dar da mangiare ad altri." Non ha assolutamente paura del ritorno del virus, non ne ha mai avuta, non vuole vivere con il terrore del virus.

Neanche Christian ha paura: "La situazione si è affievolita, le terapie intensive sono ancora libere e credo che la situazione con il virus sia cambiata. Le restrizioni in parte sono giuste, però bisogna capire come sarà l’applicazione, dovrebbero agire diversamente per ogni azienda e con metodi diversi per ciascuna."

L'edicolante Tiziano trova le nuove limitazioni una presa in giro, serviranno a poco. In merito alla paura aggiunge: "Ci dobbiamo convivere, basta rispettare le nuove regole, non vedo altre soluzioni, io ho sempre lottato in prima linea e sono ancora qua. Anche chiudere i bar a mezzanotte non ha molto senso, il virus non esce di casa a mezzanotte, purtroppo, siamo in queste mani."

La signora Ivana ha paura, perché ha un nipotino piccolo: "Sento gente che è contraria, ma le restrizioni ci vogliono, bisogna fare dei sacrifici."

Roberto non ha ancora letto le nuove restrizioni, ma ha paura del virus, sta seguendo tutte le indicazioni, distanziamento, lavarsi le mani ed evita i ristoranti ed il caffe al bar, ha limitato moltissimo le sue attività.

Renzo conclude il nostro giro con le seguenti parole: "Bisogna avere un po' di attenzione, del buon senso che non tutti, purtroppo, hanno. Adottano dei sistemi di chiusura e poi vedi corriere piene di ragazzi che vanno a scuola, tutto è iniziato con l’apertura delle scuole. Bisogna stare attenti ad analizzare queste cose: questo governo, di cui io non faccio parte, sta andando un po' a tentoni, ci sono delle cose che mancano. Come ci sono responsabilità da parte del cittadino, ci devono anche essere dalla classe politica." Non ha paura ma aggiunge: "Mi dispiace che chi sta attento può caderci a causa di altre persone che sono meno attente a seguire le regole, che vivono senza prendersi le sue responsabilità. La colpa di chi non è attento non deve ricadere su quelli che stanno attenti, anche se la vita purtroppo, va cosi."

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