27/11/2020

CORONAVIRUS IN VENETO

"Non è stata fatta un’analisi seria del pericolo che correvamo"

"Mi auguro soltanto che le misure che si stanno prendendo in queste ore abbiano effetto" aggiunge Crisanti

"La discesa dei casi si è fermata. Qualcosa non sta funzionando. Ho forti timori per l’autunno”

Il professor Andrea Crisanti

VENETO - "I responsabili di questo disastro hanno un nome e un cognome. Sono tutti quelli che per mesi hanno detto che andava tutto bene". Andrea Crisanti, microbiologo, direttore del dipartimento di medicina molecolare dell’Università di Padova, oggi non fa sconti, come sempre del resto. Lui che viene definito sprezzantemente “zanzarologo” da chi appunto ha negato la gravità della seconda ondata risponde "allora uno che studia le cavie in laboratorio lo chiamiamo topologo? Mi sta bene". Sono le parole che ha rilasciato a Il Mattino di Padova.

"Abbiamo creduto alle favole, ora purtroppo stiamo tornando alla dura realtà. Non è stata fatta un’analisi seria del pericolo che correvamo. Ci sono medici e scienziati, che hanno nome e cognome, i quali hanno influenzato i politici a cui ha fatto evidentemente comodo credere alle stesse favole. E' successo a tutti i livelli. Mi auguro soltanto che le misure che si stanno prendendo in queste ore abbiano effetto".

"Non abbiamo consolidato il vantaggio che avevamo sul virus, si è preferito aprire tutto e dovremmo smetterla di guardare ai Paesi che stanno peggio di noi, questa è una retorica da vigliacchi. E le dirò, ho sbagliato anch’io, per una volta sono stato ottimista quando ho detto che sarebbe necessario un lockdown sotto Natale. La situazione, ora che superiamo i diecimila casi al giorno è ancora peggiore di quanto io stesso avessi immaginato".

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