15/08/2020

CORONAVIRUS IN VENETO

Crisanti a favore della proposta di Zaia: "Si al Tso per i positivi che rifiutano la quarantena"

Il virologo: "Se uno è positivo deve essere messo in condizioni di non contagiare gli altri"

"La discesa dei casi si è fermata. Qualcosa non sta funzionando. Ho forti timori per l’autunno”

VENETO - “L’Italia non è in una bolla. Con gli italiani bisogna essere chiari. Altri focolai scoppieranno e saranno anche più numerosi probabilmente ad ottobre e novembre”. Ad affermarlo, a Sky Tg 24, è Andrea Crisanti, direttore del dipartimento di microbiologia e virologia e dell’università di Padova e guru della strategia del Veneto durante la “fase uno” dell’emergenza. “Ogni giorno nel mondo si registrano 200mila nuovi casi di Covid-19. Se una persona è positiva al coronavirus, penso che debba essere messa in condizione di non trasmettere. Se non lo fa spontaneamente, penso che il Trattamento sanitario obbligatorio si renda necessario perché se qualcuno rifiuta le cure non deve mettere a rischio la salute degli altri”, ha detto accogliendo di fatto la tesi di Luca Zaia, dopo alcune settimane di polemiche tra i due.

“A preoccuparmi - le parole di Crisanti - è il rientro in Italia di persone infette che potrebbero così riaccendere altri focolai. L’altra cosa che mi preoccupa è che gli italiani pensino che l’emergenza è finita. Non è finita, il virus circola ancora. E’ importante avere questa consapevolezza per restare prudenti”, dice ancora sottolineando che attualmente i focolai attivi “sono sotto controllo dal sistema”.

Per quanto riguarda gli arrivi dall’estero, sottolinea, “si possono mettere sotto sorveglianza le persone che arrivano da aree a rischio come Cina, India, Brasile e Stati Uniti. Ci sono i mezzi per tracciare gli spostamenti, le persone che arrivano vanno monitorate. Non solo prendendo la temperatura, che non serve a niente”, conclude.

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