26/09/2020

CORONAVIRUS IN POLESINE

La protesta anche a Porto Tolle: "Fateci lavorare. Zaia aiutaci tu"

Manifestazione dei titolari di partita Iva. Il sindaco Roberto Pizzoli si schiera con loro

PORTO TOLLE - Anche l’amministrazione comunale di Porto Tolle è al fianco delle istanze delle partite Iva, che chiedono di poter lavorare:  artigiani, commercianti, esercenti e pescatori da troppo tempo sono costretti a tenere le loro serrande abbassate. La manifestazione di commercianti, esercenti, piccoli imprenditori, si è svolta sabato 2 maggio, in piena sicurezza e in maniera pacifica. I componenti della delegazione ammessa in municipio hanno simbolicamente consegnato le chiavi delle proprie attività al sindaco.

Nel suo intervento il primo cittadino Roberto Pizzoli ha voluto sottolineare la grave situazione che stiamo attraversando. Pizzoli si è impegnato con la delegazione a scrivere al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, sottolineando le difficoltà delle famiglie.

Samanta Felici ha fatto parte delle delegazione che ha incontrato il sindaco. "Le mie attività - spiega - comprendono due negozi di estetica e parrucchiera, una palestra e un altro centro di bellezza stagionale in un villaggio turistico. Lo Stato ci fa rimanere chiusi, senza darci i mezzi di sostentamento per sopravvivere e dobbiamo indebitarci per riaprire".

Lucio Tessarin, che opera nel settore dell'intrattenimento, spiega: "La nostra categoria è stata la prima ad essere sospesa e sarà l’ultima ad essere attivata, servono aiuti concreti o sarà la fine del nostro settore dell’intrattenimento". Cristina Finotti, partita Iva del settore pesca, fortemente in crisi per la mancanza di richiesta dei tradizionali consumatori e per l’attività di ristorazione completamente chiusa, ribadisce: "Tanti di noi non hanno ancora ricevuto ad aprile gli aiuti dal Governo e non abbiamo nessuna certezza per gli aiuti di maggio".

"Oltre al danno economico che sta subendo la mia attività - dice ancora Luigino Augusti, della palestra Xenia - a non lavorare, c'è da considerare il danno fisico e di salute che alcuni clienti stanno subendo non frequentando palestra, in particolare le persone più bisognose, con patologie gravi che si sono rivolte a me per problemi di salute causati da ictus, incidenti stradali e di lavoro".

"Siamo aperti , ma solo per asporto - dice Rossella Tessarin, del Big Bar - Non è il modo di lavorare. Chiediamo la possibilità di riaprire mantenendo le normative di sicurezza". Alla dimostrazione pacifica si è unito l’assessore regionale Cristiano Corazzari, inviando un videomessaggio nel quale evidenzia la sua solidarietà e l'impegno della Regione Veneto verso l’apertura delle attività commerciali  che in questa situazione sono le più colpite. "I Veneti non vogliono l’elemosina - dice Corazzari - non vogliono ii 600 euro o il reddito di cittadinanza, è una mentalità che non appartiene ai Veneti. I Veneti vogliono lavorare".

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