25/05/2020

CORONAVIRUS IN VENETO

"Il dramma del turismo: dobbiamo dire alla gente che il Veneto è sicuro!"

Lo ha detto il presidente della Regione Luca durante il punto stampa sul bollettino del contagio

Zaia: "Meglio la chiusura totale"

VENETO - Ecco i dati regionali sull'andamento del contagio: sono 18.098 i positivi, 138 in più rispetto ieri, 7182 le persone in isolamento, 289 più di ieri, i ricoverati sono 1087, 39 in meno rispetto alle 24 ore precedenti, 110 in Terapia Intensiva, 4 in meno rispetto alla giornata precedente, a fronte di 237 Terapie Intensive per patologia non Covid, i dimessi sono 2641, 34 in più rispetto alla giornata precedente. 1157 i morti, più 16, considerando anche l'extraospedaliero 1479. "Calano i ricoveri e aumentano le dimissioni", ha spiegato il presidente della Regione Luca Zaia.

"Abbiamo fatto varie riunioni, tra le quali quella con i direttori generali delle Ulss - ha proseguito - Con i quali abbiamo parlato sia dei tamponi che delle linee guida per le azioni successive al 4 maggio. Sui tamponi abbiamo già depositato un piano da 30mila tamponi al giorno, che potrebbe diventare operativo a pieno entro settembre". Al momento la capacità quotidiana è di 12mila tamponi al giorno, che dovrà quindi essere aumentata. "Per questo - ha proseguito Zaia - abbiamo deciso di acquistare tre macchine per dotare Treviso, Vicenza e Venezia di questi dispositivi. Anche Verona ne sta acquistando una. Se riuscissimo a farlo, tenendo conto che ognuna di queste riesce a processarei circa 9mila tamponi al giorno, quindi dovremmo riuscire a garantire i 30mila tamponi al giorno, con la possibilità di arrivare anche a 50mila euro. Chiaramente, con numeri di questo tipo, il limite viene ron rappresentato, più che dalla capacità della macchina, da quella delle Ulss nel mettere a disposizione risorse umane sufficienti per questa campagna".

"A livello nazionale chiedono indicazioni per decidere sulle riaperture o se per tornare, invece, alla quarantena - ha proseguito Zaia - Noi auspichiamo che si tratti di parametri gestibili. Il numero dei contagiati non può essere un indicatore per valutare le riaperture, dal momento che dipende da quanti tamponi vengano fatti. Si deve parametrare il primo dato al secondo, altrimenti non ha senso".

"Ieri abbiamo parlato, a livello nazionale, di ordinanze e di riaperture - ha detto ancora il governatore - Io confido che si capisca che le ordinanze che abbiamo fatto noi non sono in alcun modo in contrasto con i Dpcm. Nel momento in cui un Dpcm autorizza ad uscire di casa per andare a trovare un congiunto, è chiaro che ognuno può uscire di casa. Se è vero questo, lo è altrettanto che uno può uscire di casa per una passeggiata. Sempre, però, in solitaria e con la mascherina, col distanziamento sociale ed evitando assembramenti".

"Noi crediamo che le battaglie legali non servano a nulla - ha spiegato Zaia - non è il momento di fare polemiche, mi pare che il imnsitro Boccia abbia perfettamente capito la nostra azione, credo che possiamo dimostrare, per tutte le misure, il nostro allineamento rispetto al Dpcm. Una delle presunte incompatibilità appare la vendita dei fiori e piante al mercato, dal momento che, effettivamente, non è prevista. Ma è anche vero che le possono vendere nei supermercati, quindi sarebbe illogico non consentire di venderle in un mercato in formato ridotto, limitato all'agroalimentare".

"Col ritorno al lavoro, si sposteranno circa 1.200.000 genitori - prosegue il presidente della Regione - ma è impensabile credere che questo spostamento possa essere attuato senza misure di sostegno per i minori, che debbono potere stare con qualcuno. Ripeto, una possibile soluzione potrebbe essere quella di mettere in piedi una rete di strutture, cone asili, scuole paritarie, grest, strutture private, associazioni sportive, per creare una rete sociale di gestione dei bimbi".

"Per le aperture i lavori sono in corso. E' chiaro che il pensiero va a tutte quelle categorie che non potranno riaprire a partire dal 4 maggio. Sono temi che vanno affrontati e che riguardano la nostra economia, il Veneto perderà, da una prima stima, circa 50mila posti di lavoro, molti dei quali avventizi, legati alla stagione. Solo 35mila di questi posti, infatti, saranno del turismo. Dovremmo spiegare ai turisti che chi viene in Veneto arriva nella regione maggiormente sicura dal punto di vista del Coronavirus, questo ce lo riconoscono a livello mondiale".

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