14/08/2020

CORONAVIRUS IN VENETO

"Non siamo indenni dal virus e neanche dal contagio, il 4 maggio sarà l'inizio della convivenza con il virus"

Così il governatore Luca Zaia durante il bollettino del contagio sul coronavirus nel territorio regionale

"Il 4 maggio non sarà la festa della liberazione. Ma l'inizio della convivenza con il virus"

MARGHERA - "I tamponi fatti ad oggi sono 268mila 69. Adesso diamo gas ne stiamo facendo tantissimi, la macchina tira. Le persone in isolamento domiciliare sotto sorveglianza attiva sono 11059, 600 in meno di ieri. Il numero dei positivi sale a 16mila 404, 277 più di ieri ma perché sono arrivati tanti tamponi. I ricoverati sono 1407, 46 in meno in area non critica, 177 in terapia intensiva che continuano a scendere. Un bel segnale. Dimessi 2175 veneti. Più o meno abbiamo curato 3600 persone fino ad oggi. I morti sono 972 in ospedale più l'extraospedaliero, arriviamo a 1154. Il bollettino continua a confermare la discesa, ma non bisogna abbassare la guardia". Sono queste le parole del presidente Luca Zaia nell'illustrare il bollettino del contagio sul coronavirus nel territorio regionale durante l'appuntamento odierno con la stampa dalla sede della Protezione civile regionale di Marghera.

"Non siamo indenni dal virus e neanche dal contagio. Nel momento in cui si andasse ad aprire il 4 di maggio è giusto non leggerla come la fine. Non sarà la festa della liberazione, ma l'inizio della convivenza con il virus - continua Zaia - Per quanto riguarda l'applicazione per tracciare i contatti è la volontà di mutuare le esperienze che si sono già fatte in Cina, Corea e Singapore. E' uno strumento digitale che si scarica che permette a livello nazionale di tracciare i contatti. Facciamo un esempio così lo capiscono tutti. Ci sono due viaggiatori che si incrociano per caso uno siciliano e uno veneto. Si trovano davanti al banco all'autogrill. Inizia una conversazione. Entrambi hanno l'applicazione scaricata nel telefono. I due si salutano dopo 15 minuti di chiacchiere. Finisce che uno dei due diventa coronavirus positivo e viene ricoverato, i medici chiedono di vedere i contatti nella sua applicazione e chiamano quello che ha avuto il contatto con lui di 15 minuti a meno di un metro di distanza (sono queste le due cose che calcola l'applicazione, meno di un metro e 15 minuti). Funziona così. Capisco tutti i discorsi sulla privacy ma l'alternativa all'applicazione è questa: mettersi sulla porta dell'ospedale e attendere che arrivino i pazienti". 

LASCIA IL TUO COMMENTO:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

Notizie più lette