21/09/2020

LA CAMPAGNA

“Difficile rinunciare agli abbracci delle persone care”

La blogger Chiara Moss sostiene l’iniziativa realizzata da "La Voce di Rovigo" con “Rovigoindiretta” e “Polesine24.it”

“Che triste non sentire le voci dei bimbi che giocano al parco”

ROVIGO - Il tetto dei 3mila euro da raccogliere per donarli alla sanità polesana, era un obiettivo che ci eravamo prefissati e che abbiamo già raggiunto con la nostra campagna, ma abbiamo deciso di non fermarci. L’iniziativa che portiamo avanti durante questa emergenza a causa dell’espandersi del Coronavirus, prosegue quindi a vele spiegate. E’ il modo che abbiamo scelto per donare una speranza in più a chiunque dovrà affrontare la difficile battaglia contro il Covid-19, una campagna promossa La Voce di Rovigo, Rovigoindiretta e Polesine24.it che, in collaborazione con la giovane blogger rodigina Chiara Moss, raccoglieranno fondi attraverso gofoundme.com. L’obiettivo è l’acquisto di materiale sanitario a favore della sanità del nostro Polesine. Una campagna per la quale si stanno spendendo molti testimonial del nostro territorio, dalla politica allo sport, dalla cultura allo spettacolo, dall’imprenditoria alla medicina. Ed è proprio la blogger Chiara Moss, oggi, a parlare di come sta vivendo questo periodo di emergenza sanitaria.

Come è cambiata la sua vita in queste settimane di emergenza?
“Il mio ritmo lavorativo è sempre alto, oltre al lavoro in negozio, il weekend vado a dare una mano in pizzeria da mio fratello. Però c'è una cosa che mi ossessiona e credo non osessioni solo me, ma tutte le persone che sono al lavoro in questo periodo. Si passa più tempo a disinfettare e disinfettarsi più che a lavorare, ormai soprattutto se si ha un lavoro a contatto con le persone è diventata davvero un'ossessione... Spruzzino sempre in mano, disinfetta la postazione, togli e metti guanti, alza e abbassa la mascherina”.

Come l’ha spiegata ai famigliari?
“Io ho due figli di età molto diverse, Greta 14 anni e Christian 4 anni. Con Greta inizialmente ho litigato, ho dovuto farle capire che quello che stavamo vivendo non era un gioco e che purtroppo l'unico rapporto che poteva avere con compagni e amici era quello telefonico, videocall e social. Ritengo sia importante che tramite il telefono chiami e senta i suoi amici e le persone a cui vuole bene. Dobbiamo fare in modo che i nostri ragazzi non si sentano soli e a volte noi genitori non siamo abbastanza (a 14 anni poi ...). Con Christian sotto indicazione di un'amica psicologa gli ho letto qualche favola-racconto che spiegava il coronavirus in un modo adatto alla sua età. Ho chiesto consiglio in quanto i più piccoli tutti giorni, in vari momenti, tramite tv e radio, sentono parlare del coronavirus tanto che Christian non voleva più uscire in giardino perché diceva di avere paura del virus. Poi non so se fosse vero o se facesse il furbo per poter giocare con il tablet, però per qualche giorno ho avuto serie difficoltà a farlo uscire dalla porta di casa”.

Qual è la cosa alla quale ha rinunciato con più difficoltà?
“Oltre ai baci e agli abbracci delle persone a me care che mancano a tutti, mi mancano molto due cose: lo sport, la mia valvola di sfogo, e la mia squadra. Stavamo sognando e sudando per la preparazione della nostra prima Spartan Race che sicuramente verrà posticipata, però ci alleniamo in video chiamata o tramite gli allenamenti live del nostro coach. E poi mi mancano molto gli eventi in giro per Italia e Europa che sono la parte più dinamica del mio lavoro, questo sarebbe periodo di fiere, e con la bella stagione i negozi propongono giornate con presentazione di nuovi prodotti, si conoscono persone nuove, E invece chissà quando torneremo a spostarci liberamente”.

Cosa ha riscoperto, invece, in questi giorni di clausura quasi totale?
“La tristezza nel vedere la città vuota, sembra tutto in pausa. Ora sono arrivate le belle giornate e non e si sentono le voci dei bambini che giocano al parco, stiamo scoprendo quanto importante siano in realtà le piccole cose. Quanto valore può avere un caffè al bar con una persona amica. Non saremo in guerra ma ci è stata tolto il calore umano e non avevo mai pensato a quanto valore potesse avere. Ma d’altra parte ci accorgiamo di quanto valore hanno le cose solo quando non le abbiamo più”.

Donare per la sanità polesana è semplicissimo. Basta andare su www.gofundme.com e cercare la campagna di raccolta fondi dal titolo “La tua donazione oggi è ossigeno”. Una volta all’interno della campagna, cliccare su “Fai una donazione” e seguire le istruzioni. Anche un solo euro è importante, perché andrà direttamente a sostenere la nostra sanità in un momento così difficile. Potrete anche condividere la campagna di raccolta fondi anche nei social network, via e-mail, su WhatsApp o Messenger con tutti i vostri contatti. La parola d’ordine è sempre la stessa: donate, perché tutti insieme, uniti, riusciremo a metterci alle spalle anche questo terribile periodo, uscendone più forti di prima.

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