13/07/2020

CORONAVIRUS IN VENETO

"E' una battaglia tra la vita e la morte. 169 decessi, basta polemiche"

Il bollettino del presidente della Regione Luca Zaia

Zaia: "700 posti in terapia intensiva e mascherine di nostra produzione"

VENETO - 169 decessi, 255 persone in terapia intensiva, 1368 ricoverati in Veneto a causa dell'emergenza coronavirus. Questo il bollettino a livello regionale annunciato dal presidente della Regione Luca Zaia nella giornata di domenica 22 marzo. "E' una battaglia tra la vita e la morte - ha detto - Ed è ora di smetterla con il dibattito su morti 'per' e morti 'con' il coronavirus. Queste 169 persone, senza il coronavirus, non sarebbero morte in questo momento. Non c'è altro da dire".

"Le misure sono necessarie, i sacrifici sono necessari, rappresentano la cura contro il virus - ha proseguito il Governatore - Se chiudessimo tutto, il virus non troverebbe nuovi corpi nei quali proliferare. Il Governo, nella notte, ha adottato quelle misure che solo il Governo poteva evitare. E' ovvio che ci siano delle deroghe per aziende alimentari, agroalimentari, medicali. Non avrebbe alcun senso accapparrare prodotti, non serve a nulla. Tutto il settore alimentare e agroalimentare è attivo e in pieno funzionamento".

"Devo ringraziare la nostra sanità per il suo funzionamento - ha aggiunto - Ribadisco: in Veneto non sbarcheranno i passeggeri di navi da crociera. In questo momento non possiamo curare nessuno oltre ai Veneti. Non abbiamo la possibilità di occuparci di navi da crociera. Il piano che abbiamo messo in atto è per i Veneti, oltre a questo non possiamo farci carico neppure di un raffreddore".

Confermato anche un grande piano di "tamponamento", quello che Zaia ha definito un "piano Marshall" dei tamponi, che vedrà in primo luogo controllati medici, personale ospedaliero, personale delle case di riposo, delle forze dell'ordine, militari, altre categorie di lavoro come quelli dei supermercati. In secondo luogo si valuterà la possibilità di controlli a campione anche sulla popolazione.

Il presidente ha quindi confermato come, una volta terminate l'emergenza, gli ospedali torneranno come erano prima. "Anzi, molto meglio di prima - ha detto il governatore - dal momento che tutte le attrezzature che stiamo acquistando resteranno agli ospedali pubblici".

Infine, il presidente della Regione ha anche voluto lanciare un messaggio a quanti sostengono come sia dannoso sospendere l'attività produttiva. "Capisco le ragioni di tutti - ha detto - ma se arriviamo a un punto in cui, per dirla con Pirandello, per salvare l'uomo chiuso dentro la giara, dobbiamo scegliere tra romere la giara o lasciare morire l'uomo, io sono sempre per rompere la giara. Perché una economia senza società non può esistere e la società è fatta di persone. Dobbiamo salvare le persone".

Infine, una nota di speranza per il futuro. "Quando tutto questo sarà finito - ha detto Zaia - assisteremo a un rinascimento, tanto economico quanto culturale. In questa fase dobbiamo salvare le persone".

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