04/04/2020

CORONAVIRUS

Tre nuovi casi di contagio, ma nessun focolaio

I dati aggiornati sull'andamento della patologia in Polesine

Il Coronavirus si combatte con la task force

ROVIGO - Tutti positivi al test del coronavirus i tre tamponi che erano stati eseguiti nella giornata di lunedì 2 marzo. In Polesine, quindi, sale a quattro il numero di contagiati, nessuno dei quali grave. Confermato, invece, come non vi sia alcun focolaio nella nostra provincia. Due dei nuovi casi confermati, infatti, rimandano, come origine, al focolaio di Vo Euganeo, zona rossa con accesso interdetto; in particolare, sarebbero persone che hanno avuto contatti col primo contagiato polesano, un 50enne di Adria; l'ultimo dei nuovi casi, invece, rimanda a Ferrara. Qui, infatti, si è tenuta, nei giorni scorsi, una manifestazione di ballo, che ha raccolto vari partecipanti, anche da altri paesi. Alcuni di questi, al ritorno in patria, sono poi risultati positivi.

La conferma è arrivata dal direttore generale dell'Ulss 5, nella mattinata di martedì 3 marzo, nel corso di una conferenza stampa alla presenza del prefetto Maddalena De Luca e del presidente della Conferenza dei sindaci Franco Vitale, che è anche sindaco di Rosolina Mare.

LE DATE. La prima positività era arrivata nella giornata di venerdì 28 febbraio scorso, con l'adriese. In quel momento, sono stati posti in isolamento anche quanti avevano avuto contatti con l'uomo, che a sua volta aveva avuto contatti  con un imprenditore di Vo', incontrato a cena a Saonara, il 20 febbraio. Lunedì 2 marzo, due di questi, che avevano avuto un contatto con lui il 22 febbraio scorso, hanno cominciato a presentare sintomi. Si tratta di una persona di Adria e di una di Corbola. Un dato emerso, come ha sottolineato il direttore generale, grazie alla costante sorveglianza attiva che viene garantita dal personale dell'Ulss 5.

"Le date - spiega Compostella - dimostrano che questo virus è meno aggressivo dal punto di vista delle conseguenze cliniche rispetto alla Sars, ma più contagioso, più contagioso anche del virus dell'influenza. Inoltre, anche che pure il portatore sano può contagiare un'altra persona". I due nuovi contagiati, di Adria e di Corbola, si trovano ricoverati nel reparto di Malatte infettive, non sono gravi, in isolamento, mentre le loro famiglie, asintomatiche, si trovano in isolamento domiciliare.

Il terzo caso positivo è quello di un signore di Lusia che dal 21 al 23 febbraio aveva partecipato a una manifestazione di ballo a Ferrara, con partecipanti anche dalla Spagna. Terminata la manifestazione, al ritorno in patria, un paio di spagnoli è risultato positivo e si è diramata l'informazione epidemiologica, ricostruendo la catena. "Lunedì 2 marzo - spiega il direttore generale - ci ha contattati per sintomatologia e presenza di febbre". Si trova ricoverato nel reparto di Malattie infettive e anche per lui si sta cercando di ricostruire tutta la catena dei contatti. Non si trova in condizioni gravi, ha febbre ma non è preoccupante, per fortuna.

"Al momento - ha spiegato Compostella - in nessuno dei quattro casi che abbiamo si parla di polmonite e ci auguriamo che continui così. Si tratta di persone tra i 50 e i 60 anni, non anziane".

"Queste tre positività, certo, mi dispiacciono - ha proseguito il numero uno della sanità in Polesine - ma non mi sorprendono. Questa settimana dovrebbe essere quella della massima diffusione. L'importante è che noi continuiamo, come stiamo facendo, a mantenere il controllo e il monitoraggio. Questo non è il segno di un aumento del livello di allerta. Assolutamente".

IL RESTO DEL BOLLETTINO MEDICO A oggi sono 120 i polesani in isolamento domiciliare. Un dato che si conferma in costante diminuzione: ieri erano 120 e si era arrivati sino a 181. Sono 36 le persone che dall'inizio dell'emergenza sono passate per malattie infettive, con 36 tamponi eseguiti: 30 sono negativi, 4 sono positivi, due sono in attesa di analisi. Si tratta di un medico e del figlio. Anche loro sono già collegati a un possibile focolaio esterno al Polesine.

"Alla luce di tutto questo - ribadisce Compostella - non siamo di fronte a un focolaio polesano. Quattro contagi non sono una sorpresa e non debbono allarmare. Nei prossimi giorni, con l'aumentare dei controlli, potremo trovare altri casi positivi, questa settimana è quella della teorica maggiore espansione della patologia. La situazione è monitorata".

La situazione, comunque, rimane sotto controllo e non deve assolutamente generare allarmismi, che sarebbero fuori luogo. Importanti le cautele che vengono dalle prime fasi dell'emergenza ribadite e che, di per sé, costituiscono un primo, importante argine al contagio, unito al costante lavoro che il personale dell'Ulss e i medici di base stanno mettendo in atto.

PRECAUZIONI PER LA PREVENZIONE. Ecco le misure igieniche di prevenzione per il contagio: lavarsi le mani, spesso, si raccomanda di mettere a disposizione in tutti i locali pubblici palestre supermercati, farmacie e altri luoghi di aggregazione soluzioni idroalcoliche. Evitare il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute, non toccarsi gli occhi, il naso  la bocca e le mani, coprirsi bocca e naso, se si starnutisce o tossisce, non prendere farmaci antivirali, né antibiotici, a meno che non siano prescritti dal medico, pulire le superfici con disinfettanti, a base di cloro e alcol, usare la mascherina solo se si sospetta di essere malato o si assistono persone malate.

COSA FARE IN CASO DI SINTOMI. La Regione, l’Ulss e l’Ordine dei medici raccomandano di evitare il ricorso al pronto Soccorso e di sostare negli studi dei Medici. In caso di comparsa dei sintomi, non muoversi dal proprio domicilio e telefonare invece al proprio medico curante che potrebbe dare tutte le indicazioni del caso. E’ inoltre a disposizione il 118 e per informazioni il numero verde della Regione Veneto 800462340.

RACCOMANDAZIONI PER CHI E' STATO NELLE ZONE DI CONTAGIO Come ha ricordato l'Ulss 5, sui propri canali social, in giornata, probabilmente anche alla luce di questo nuovo caso di contagio, affrontato dal persone con la massima e consueta professionalità, è importante che chi è stato in zone a rischio, in quanto individuate come zone di contagio, come Vo' Euganeo, lo comunichi prima di accedere ai servizi sanitari. "Avviso ai cittadini - recita infatti la comunicazione odierna - Tutti coloro che, dal 14 febbraio 2020, hanno avuto contatti o sono transitati nelle aree toccate dal Coronavirus, sono pregati di contattare telefonicamente: il numero verde 800462340; il medico di medicina generale; il pediatra di libera scelta, prima di accedere a qualsiasi servizio".

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