19/09/2020

CORONAVIRUS

Cala il numero di persone in quarantena, tre nuovi casi sospetti

Scendono a 129 le persone in isolamento, confermato come in Polesine non vi sia alcun focolaio

Coronavirus, sono 19 gli isolati in Polesine

ROVIGO - Il dato positivo, importante, nel momento in cui si entra nella settimana che potrebbe conoscere il picco del contagio, è che in Polesine cala drasticamente il numero di persone in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte del personale dell'Ulss 5, l'azienda sanitaria del Polesine. Ossia, sono sempre meno le persone che devono osservare la cosiddetta "quarantena". Un dato che fa ben sperare per il futuro e che pare ribadire l'efficacia delle norme di contenimento adottate dal nostro Servizio sanitario, grazie anche al costante impegno del personale Ulss, da giorni in prima linea. Se, infatti, nel fine settimana il numero degli isolati era arrivato a superare quota 181 persone, il dato di oggi, lunedì 2 marzo, parla di 129 persone che devono osservare questo regime. Un calo senza dubbio significativo.

"E' maggiore il numero di quanti escono dall'isolamento - ha spiegato Compostella - rispetto a quello di coloro che vi entrano". "E' ancora presto - ha poi spiegato Compostella - per dire che la situazione stia volgendo al meglio". Questo proprio alla luce del fatto che si dovrebbe arrivare al picco del contagio.

Il dato negativo, o comunque parzialmente e potenzialmente negativo, invece, è riferito a tre polesani che si trovano ricoverati nel reparto di Malattie infettive dell'ospedale di Rovigo, in seguito a un sospetto caso di contagio da coronavirus. In due casi si tratta di persone che sono venute in contatto con l'adriese, risultato poi positivo, il primo in Polesine. Sono persone che si trovavano già in isolamento e che sono state poi spostate in Malattie infettive, presentando i sintomi, come emerso nell'ambito della sorveglianza attiva. Hanno cominciato, infatti, ad avere una modesta febbre. I due non sono assolutamente in gravi condizioni. Presentano alcuni dei sintomi propri del virus, ma le loro condizioni non destano preoccupazione.

Il terzo caso è invece rappresentato da un polesano che nei giorni scorsi, tra il 21 e il 23 febbraio ha partecipato a un evento di ballo a Ferrara, ove erano presenti anche alcuni cittadini spagnoli, venuti proprio per la manifestazione, risultati poi positivi al ritorno in patria, in due casi. Anche in questo caso, non si parla di persone in condizioni gravi. Anche l'adriese si trova in buone condizioni, pur non essendo ancora stato dimesso, a causa del persistere di una febbricola.

Al momento sono 32 i tamponi effettuati. A oggi, 28 sono risultati negativi, uno positivo - si tratta del paziente di 50 anni di Adria - e ci sono altri tre tamponi da analizzare. "Sono tre persone che presentano il criterio epidemiologico, ossia la vicinanza a persone con presenza di coronavirus, oppure in zone focolaio. Presentano anche una modesta sintomatologia".

Il direttore generale dell'Ulss 5 ha poi voluto recisamente smentire la voce secondo la quale, nei giorni scorsi, non sarebbe stato possibile fare tutti i tamponi che si sarebbe desiderato causa carenza di questi presidi. "Abbiamo eseguito tutti i controlli che avevamo intenzione di fare - ha spiegato Compostella - Abbiamo 190 tamponi pronti che, chiaramente, speriamo di non dovere usare". Sono in corso, inoltre, nuove dotazioni di mascherine al personale sanitario e ai medici di base.

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