07/07/2020

ORRORE A SAN BORTOLO

Ha chiamato figlia e fratello prima di togliersi la vita. Confermato il doppio suicidio

Le prime indagini confermano la dinamica del doppio suicidio avvenuto nella tarda mattinata di ieri in via Concilio Vaticano II

Due chiamate per dire addio: confermato il doppio suicidio

ROVIGO - Due telefonate, per congedarsi dai propri affetti e dalla vita. Le prime indagini confermano la dinamica del doppio suicidio avvenuto nella tarda mattinata di giovedì 27 febbraio nell'abitazione di via Concilio Vaticano II, dove vivevano Luigino Ruzzante, 64 anni, elettricista, e la moglie Eleonora Pozzato, 60. L'uomo, rientrando verso le 12.15, avrebbe trovato la moglie morta, suicidatasi con la pistola regolarmente detenuta. A quel punto, avrebbe chiamato e il fratello e la figlia, per poi spararsi a propria volta (LEGGI ARTICOLO). Si è spento in ospedale poco dopo, nonostante tutti gli sforzi del personale medico.

Tutti i riscontri sino ad ora compiuti, dal personale della squadra mobile, della polizia scientifica e dal medico legale Luca Massaro, tutti coordinati dal sostituto procuratore della Repubblica Sabrina Duò, hanno confermato l'ipotesl del doppio suicidio. Secondo questa prima ricostruzione, allora, Luigino, in pensione ma ancora impegnato nell'azienda di famiglia, come elettricista, verso le 12 lascia il fratello per tornare a casa. Qui, trova la moglie senza vita. Si sarebbe sparata con una pistola Beretta P4 Storm, calibro 9 X 21, regolarmente detenuta per uso sportivo.

A quel punto, Luigino richiama sia il fratello che la figlia Laura, che vive a Cerveteri, nel Lazio, annunciando la propria intenzione di farla finita. E lo fa. Tutti gli elementi in mano agli inquirenti, allo stato, sono coerenti con questa versione. A monte di tutto, starebbe la depressione della donna, che, in passato, già in due occasioni avrebbe tentato di togliersi la vita.

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