30/03/2020

MAXI SEQUESTRO

Locali sporchi e merce non tracciabile: tre locali polesani nei guai

Le sanzioni, accertate congiuntamente al personale del servizio igiene alimenti e nutrizione dell’Ulss 5, ammontano a 4mila 500 euro

CHIOGGIA - Gli uomini della capitaneria di porto di Chioggia, nell’ambito dei controlli presso esercizi commerciali della grande distribuzione (grossisti) e della ristorazione nel Polesine, hanno posto in essere delle verifiche a un grossista e due ristoranti. Tre le contestazioni di violazioni amministrative rilevate e contestate, afferenti la tracciabilità del prodotto (che consente di risalire alla sua provenienza), il mancato rispetto delle procedure del manuale Haccp, nonché le cattive condizioni igienico sanitarie dei locali. Le sanzioni, accertate congiuntamente al personale del servizio igiene alimenti e nutrizione dell’Aulss 5. di Rovigo, ammontano a 4mila 500 euro (nell’ipotesi più favorevole al trasgressore in caso di ammissione di colpevolezza e contestuale pagamento in misura ridotta).

Per l’occasione sono stati sequestrati 40 chili di prodotto ittico vario per la mancanza di tracciabilità, oltre ad aver disposto la chiusura per 7 giorni, a titolo di sanzione e per il ripristino dei requisiti minimi sanciti dalla legge, a seguito delle pessime condizioni igieniche dei locali rilevate dal servizio igiene alimenti e nutrizione del distretto Aulss 5 di Rovigo.

I controlli si collocano nell’ambito delle consuete verifiche lungo la filiera ittica, ordinariamente espletati sul territorio dalla capitaneria di Chioggia per scoraggiare la  distribuzione, vendita e somministrazione di pescato dalla dubbia provenienza, a garanzia della qualità dell’alimento ed a tutela della salute dei consumatori.

Il comandante della capitaneria di Chioggia, capitano di Fregata (CP) Michele Messina ha dichiarato: “I controlli che la capitaneria svolge sono il frutto di un costante lavoro di monitoraggio espletato lungo tutta la filiera della pesca, dallo sbarco alla distribuzione, commercializzazione e somministrazione; per mantenere elevati gli standard qualitativi del pescato e garantire la salute dei consumatori finali; ma anche per tutelare i commercianti onesti e scrupolosi che rispettano le vigenti normative di settore, contribuendo ad una corretta e leale concorrenza di mercato, altrimenti penalizzata da qualcuno che, lucrando, mette a repentaglio la salute dei cittadini. Auspico inoltre per il futuro il prosieguo costante della fattiva collaborazione intrapresa con il servizio igiene alimenti e nutrizione dell’Aulss 5. di Rovigo, per i controlli sulla filiera della pesca”.

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