14/04/2021

GUARDIA DI FINANZA

Amianto nello scolo: rischio contaminazione

Sequestrata una discarica abusiva, con rifiuti pericolosi

SAN BELLINO - La Guardia di finanza di Rovigo ha posto sotto sequestro una discarica abusiva, realizzata a San Bellino, di circa 300 metri quadrati, in un'area che interessa anche uno scolo, nella quale sarebbe stato smaltito anche amianto, lanciato direttamente nel corso d'acqua.

E’ di circa 300 metri quadrati l’estensione dell’area che militari della Tenenza della Guardia di Finanza di Lendinara hanno sottoposto a sequestro - spiega la nota stampa - comprendente un canale di scolo nel comune di San Bellino dove ignoti hanno abbandonato una gran quantità di lastre che a prima vista paiono essere amianto".

Nell’ambito della costante azione di controllo del territorio, i finanzieri sono giunti alla individuazione del sito e con le cautele del caso hanno quindi proceduto a una attenta ricognizione sui luoghi, cui si giunge percorrendo un tratto in aperta campagna. Le lastre risultavano abbandonate in gran quantità e parzialmente sommerse dall’acqua del canale.

"Con la collaborazione dell’Arpav - prosegue la nota - si è quindi proceduto a repertare il materiale che verrà sottoposto alle successive analisi per giungere ad una esatta e completa catalogazione. L’ amianto è un prodotto caratterizzato da altissima pericolosità cancerogena e per questo divenuto fuori legge in Italia già dal 1992. Esso è ancora presente su diversi manufatti benché ne sia obbligatoria la denunzia alle autorità sanitarie. La sua rimozione comporta costi elevati e perciò non è infrequente assistere al suo sconsiderato abbandono nei luoghi più disparati".

"L’area individuata è stata delimitata e sequestrata dai Finanzieri poiché i fatti costituiscono reato ai sensi dell’art. 256 del Testo Unico Ambientale n. 152/2006 con l’aggravante che i rifiuti smaltiti sono pericolosi. Per il momento le operazioni sono state condotte a carico di ignoti. Tuttavia, sulla base di alcuni indizi raccolti si sta tentando di individuare il responsabile del reato. La condotta individuata non è solo potenzialmente lesiva del diritto alla salute di ciascun cittadino, ma rappresenta una pratica di illecita concorrenza nei confronti degli operatori che, rispettosi delle regole, si sobbarcano gli oneri per un corretto smaltimento dei materiali pericolosi per la salute della collettività".

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