22/09/2020

ADRIA

Assalto ai Cantieri Navali Vittoria, denunciati in cinque

I giovani con tute bianche, mascherine e uova piene di vernice, avrebbero imbrattato l'esterno dei Cantieri. Solidarietà di Barbierato

Cinque denunciati per l'assalto ai Cantieri Navali Vittoria

ADRIA - Cinque giovani, tutti tra i 25 e i 30 anni, denunciati a piede libero dal personale del commissariato di polizia di Adria. Per tutti, si ipotizzano i reati di manifestazione non autorizzata e di imbrattamento, per due anche di resistenza a pubblico ufficiale. Questo il primo bilancio dell'assalto ai Cantieri Navali vittoria, di Adria, scattato nella mattinata di ieri, verso le 11, messo in atto da una cinquantina di esponenti dei centri sociali, arrivati da fuori provincia.

Con tute bianche, mascherine e uova piene di vernice, avrebbero imbrattato l'esterno dei Cantieri, non riuscendo però a entrare. Non appena il personale ha chiamato le forze dell'ordine, è scattato l'intervento, seguito da un fuggi fuggi dei manifestanti. Un'auto del commissariato ha però fermato cinque manifestanti, su un'altra vettura, trovando parte del materiale utilizzato per la manifestazione e denunciando gli occupanti. Il primo cittadino di Adria, Omar Barbierato ha scritto una nota in cui esprime "solidarietà alla proprietà dei Cantieri Navali Vittoria per l'episodio di vandalismo subito. Esistono altri strumenti per dimostrare in modo democratico le proprie ragioni o proposte".

"Un gravissimo attacco a un settore trainante dell’economia italiana e a un luogo dove si producono alcuni dei mezzi militari italiani" denuncia invece il deputato e segretario regionale di Fratelli d’Italia, Luca De Carlo. "Siamo di fronte all’ennesimo esempio di democrazia lanciato da persone che non rispettano il lavoro e le idee di chi non la pensa come loro" attacca De Carlo. “Non è imbrattando e attaccando di nascosto un’impresa che si alza il livello del dibattito politico, ma questo è quello che possiamo aspettarci dai radical chic dei centri sociali, abituati a campare a spese della collettività o della famiglia - prosegue De Carlo - è l’ennesima dimostrazione di come i centri sociali siano solo portatori di violenza, senza alcuna possibilità di confronto e dibattito democratico. Se il problema è il rinnovo degli accordi con la Libia, attaccare un’impresa italiana e veneta d’eccellenza e metterla nell’obbiettivo per la sua produzione militare non risolve nulla e aumenta inutilmente e pericolosamente la tensione sociale”.

LASCIA IL TUO COMMENTO:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

LE ALTRE NOTIZIE:

Notizie più lette