11/07/2020

RUGBY ROVIGO DELTA

"Ha ragione il Petrarca", intanto Menniti Ippolito è out per (almeno) due mesi

Questa la risposta del giudice sportivo al ricorso della società rossoblù

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ROVIGO - Il giudice sportivo dà ragione al Petrarca. La risposta al ricorso presentato dal Rugby Rovigo Delta è arrivata da poco e la decisione è chiara. L'azione messa in atto da Rizzo, ex compagno di squadra dell'apertura rossoblù, è regolare in quanto il giocatore padovano non poteva prevedere l'abbassamento di Menniti Ippolito a seguito di un concomitante placcaggio di altro giocatore.

Questa la risposta completa del giudice sportivo. "Le immagini sono chiare nel mettere in rilievo come il placcaggio posto in essere dal n. 13 del Petrarca Rugby S.r.l. fa abbassare repentinamente Menniti Ippolito verso terra prima dell’intervento del Rizzo e che quando quest’ultimo opera a sua volta il suo intervento, il giocatore Menniti Ippolito era in posizione diversa in termini di altezza (più in basso in posizione di caduta quando impatta con il Rizzo.  A parere del Giudice Sportivo è condivisibile la ricostruzione operata dalla Petrarca Rugby S.r.l. quando evidenza come l’azione posta dal RIZZO sia configurabile come un placcaggio regolarmente iniziato, ma per un fatto improvviso ed imprevedibile (abbassamento di Menniti Ippolito a seguito di un concomitante placcaggio di altro giocatore) comporta un contatto con la testa dell’avversario che potrebbe integrare gli estremi del fallo di gioco per placcaggio alto. Tuttavia, la circostanza esimente sopradescritta del repentino cambio di altezza del portatore di pallone fa ritenere non sussistente l’elemento cardine dell’azione di antigioco.  La volontarietà (Invero l’art. 41 più volte richiamato pone come limite quello che l’azione di antigioco debba essere volontaria, rendendo esenti da responsabilità e, quindi, da sanzione, tutti quei falli accaduti accidentalmente e/o comunque non volontari).

In altri termini appare sufficientemente provato e riscontrato che il Rizzo cerca di effettuare un placcaggio regolare, che nell’azione che pone in essere entra in gioco un fattore non previsto, cioè quello del repentino abbassamento del giocatore da placcare e che l’impatto ha per oggetto la parte del collo, senza volontarietà. Per i motivi sopraindicati non si può neppure dirsi che il Rizzo abbia tenuto una condotta incauto o spericolata".


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