06/04/2020

CORONAVIRUS

Genitori in rivolta: "Non vogliamo i cinesi in classe con i nostri figli"

Pazzesco, succede in queste ore in Altopolesine: i bimbi sono già stati visitati, ma agli altri genitori non basta

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ROVIGO - Genitori in rivolta: non vogliono quei bambini cinesi a scuola. E' piena psicosi da coronavirus, declinata in Altopolesine. Al centro della vicenda, due fratellini cinesi, minorenni, da poco arrivati in Italia, a Treviso, qui sottoposti alle visite dal caso. Ma non basta. Secondo molto famiglie del Comune interessato, che non viene rivelato, così come le identità delle persone al centro della vicenda, a loro tutela in un caso estremamente delicato, dieci giorni fa ancora non si era nel pieno dell'emergenza coronavirus e quindi i genitori degli altri frequentanti il plesso scolastico al centro della vicenda chiedono un nuovo esame medico, focalizzato proprio sulla ricerca di questo possibile virus.

La richiesta di queste famiglie è chiara: evitare che questi bimbi vadano a scuola sino a quando non saranno state condotte le visite del caso. In queste ultime 48 ore una raffica di chiamate ha investito il sindaco, ma anche il dirigente scolastico del plesso in questione. La vicenda è arrivata anche ai vertici dell'azienda sanitaria, che avrebbero spiegato come non vi sia alcun motivo di preoccupazione. Ma non basta questo a rassicurare le famiglie.

Ora, le autorità stanno cercando di mediare, magari di convincere la famiglia dei due fratellini a una ulteriore visita. Poco conta che i bimbi appaiono perfettamente in salute, stiano bene, non abbiano problemi di sorta e, magari, siano anche desiderosi di andare a scuola.

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