02/04/2020

IL GIALLO

Il marito di Samira è già a Rovigo e domani sarà interrogato

Si trovava nel carcere milanese di San Vittore. Le ipotesi di reato formulate a carico di Mohamed sono quelle di omicidio volontario e di occultamento di cadavere

“Stavo tornando in Italia E non ho ucciso Samira”

Mohamed Barbri, 48 anni, marito di Samira

ROVIGO - Barbri, 48 anni, il marito di Samira el Attar, 43 anni, sparita dal 21 ottobre scorso, accusato di averla uccisa, è già in carcere a Rovigo. E' stato immediato, il trasferimento lampo dal carcere di San Vittore, Milano, dove era arrivato dopo il trasferimento dalla Spagna, curato dalla polizia iberica, in aereo sino a Milano. Proprio a Madrid, infatti, le locali forze dell'ordine avevano dato esecuzione al mandato di arresto europeo ottenuto dalla Procura di Rovigo dopo l'espatrio del 48enne. Nella mattinata di venerdì 24 gennaio, alle 11, si terrà l'interrogatorio di garanzia, necessario a seguito dalla misura. Lo terrà il giudice per le indagini preliminari Raffaele Belvederi, assieme al pubblico ministero Francesco D'Abrosca, che ha coordinato le indagini dei carabinieri di Este e della Compagnia di Rovigo.

Le ipotesi di reato formulate a carico di Mohamed sono quelle di omicidio volontario e di occultamento di cadavere. La sua iscrizione sul registro degli indagati era arrivato ad alcune settimane di distanze dalla scomparsa della donna, sulla base di una serie ritenuti dagli inquirenti indizianti. A fare scattare l'arresto, però, era stata la sua decisione, improvvisa, di andarsene, il 1° gennaio scorso, andando in Spagna. Sino a quel momento, infatti, gli investigatori e la Procura non avevano elementi sufficienti per arrivare a una misura cautelare, ma la decisione di lasciare l'Italia è parsa molto significativa; valutazione condivisa, del resto, anche dal giudice per le indagini preliminari, che ha concesso la misura di custodia cautelare in carcere.

Decisamente diversa la lettura di Barbri, che spiega di essere del tutto estraneo alla scomparsa della moglie, che amava profondamente; e che era andato in Spagna per cercare di capire se la moglie fosse passata da lì, magari per tornare in Marocco. Ha anche assicurato che al momento dell'arresto stava tornando in Italia, stava in particolare andando all'autostazione per comprare un biglietto per il ritorno in Italia.

Ora, resta da vedere se, assieme all'avvocato Davide Pizzi, del foro di Milano, deciderà di rispondere o meno delle domande. Molteplici i punti che potrebbero essere di interesse investigativo. In particolare il fatto che, la notte dopo la scomparsa di Samira, i tracciati Gps collochino Mohamed in via Gorzon Sinistro, per circa tre ore, dove i carabinieri hanno raccolto 14 campioni biologici, che saranno sottoposti al Dna. Circostanza sempre negata dal 48enne, che assicura che, quella notte, stava cercando disperatamente una stazione dei carabinieri aperta per denunciare la scomparsa della moglie.

I moventi, secondo gli inquirenti, sarebbero da ricercare nel progressivo disfacimento della relazione coniugale. Samira, infatti, sarebbe stata esasperata dal fatto che il marito bevesse e giocasse alle slot, mentre l'uomo sarebbe stato morbosamente geloso; a fare precipitare la situazione, sarebbe stata la decisione della donna di separarsi.

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