30/03/2020

ROVIGO

"Le alternative ci sono ma il sindaco non le vuole considerare"

Così Valentina Noce, consigliere della Lega, sulla questione del tribunale

Tra Accademia e Comune è tornato il sereno

Valentina Noce, consigliere comunale della Lega

ROVIGO - “Rovigo abbandonata, Rovigo ignorata, anzi, Rovigo 'disbrigo'. Ecco come deve essere considerata la nostra città a livello nazionale: una sorta di disbrigo, uno sgabuzzino in cui liberarsi da quello che ingombra e che nessuno vuole vedere". Lo dice Valentina Noce, avvocato e consigliere comunale della Lega.

"Come ad esempio - attacca - rifilarci un carcere minorile, che qualche scelta calata dall’alto sta imponendo, ignorando persino che in questa città un carcere per minori non potrà assolvere alla funzione di recupero dei giovani reclusi (in quale attività produttiva o ricreativa potremmo mai inserirli?). Sembra infatti che il trasferimento del carcere minorile all’ex carcere di Rovigo di via Verdi sia alla fase di progettazione esecutiva e ciò impedirebbe definitivamente l’allargamento del nostro Tribunale, con il proposito paventato da questa amministrazione di spostarlo all’ex Maddalena, erroneamente ritenuto il piano B per il suo collocamento.

"Ma Rovigo ha un’anima, una storia che la caratterizza, un tessuto sociale ed economico ancora vivo, e se è in vita è grazie all’interazione della popolazione con gli uffici del centro ed alle ricadute economiche sulle attività commerciali. È attorno agli importanti edifici come il Tribunale di via Verdi che si organizza la società e si crea la città, ignorarlo sarebbe un errore irrimediabile, è dunque impensabile spostare il nostro Tribunale in periferia, all’ex Maddalena: significa sprezzare il valore della geografia della nostra città, significa amputarle la testa. E Rovigo la testa non deve perderla, deve alzarla."

"Stupisce che il Sindaco Gaffeo sembri dimenticare come si ergeva a paladino difensore del Tribunale in campagna elettorale, aveva addirittura promosso una raccolta di firme per non spostarlo dal centro storico, e non si venga a dire che intendeva dal 'centro', perché tutti i cittadini hanno capito benissimo che il Tribunale doveva restare dov’è. Perché Sindaco sembri disattendere l’impegno preso coi cittadini e non valuti seriamente le altre proposte che ti ha presentato l’Ordine degli Avvocati? La soluzione alternativa c’è. Nello studio commissionato all’ingegner Pipinato dall’ordine degli avvocati, le opzioni migliori considerano edifici del centro storico".

"Se non il piano A, attuale Tribunale con 'allargamento su ex carcere', deve essere valutato il piano B 'ex questura e comando vigili del fuoco'. È questa soluzione che si deve percorrere, se non sarà possibile mantenere lo storico tribunale di via Verdi, individuata e condivisa con gli avvocati del Foro di Rovigo.  Si tratta di un comparto tra via Badaloni e via del Sacro Cuore che consentirebbe il recupero delle strutture già esistenti e di mantenere l’ubicazione del tribunale in centro storico. Peraltro con lavori di ristrutturazione che non richiederebbero un decennio come l’ex Maddalena. L’amministrazione di questa città deve agire convinta per realizzare al meglio le esigenze dei suoi cittadini, e il Tribunale in centro storico è obiettivamente il meglio per la nostra realtà".

 Sulla questione interviene anche Paolo Avezzù, ex sindaco, vicesindaco e assessore, con una posizione completamente diversa. "Leggo con favore - dice - sulla stampa dell’incontro avuto dal Sindaco di Rovigo Gaffeo con i Dirigenti del Ministero della Giustizia a Roma, dove ha ribadito la richiesta di avere l’ex-carcere di Via Verdi come possibile ampliamento del Tribunale. Come ho detto personalmente a Gaffeo, lo faccio anche pubblicamente: avanti tutta sulla ipotesi di ampliamento del Tribunale nell’ex-carcere, ipotesi che trova il consenso, oltre che di tanta parte della politica locale, dell’Ordine degli Avvocati, del Presidente del Tribunale (almeno così ho letto) e del mondo del commercio. Il Tribunale deve rimanere in centro, quindi niente piani B o C per portarlo in periferia. Anche perché, come ho ricordato sulla stampa il 25 gennaio 2019, quando con la mia Amministrazione nel 2002 avevamo dato al Ministero di Giustizia la disponibilità ad approvare la variante urbanistica per la costruzione del nuovo carcere (cosa fatta in tempi rapidissimi!), assieme all’allora Assessore all’Urbanistica Gianpaolo Milan avevamo posto una precisa condizione politica".

"E questa condizione, allora accettata solo verbalmente dai Dirigenti del Ministero e non più perfezionata dalle Amministrazioni dopo di me, era quella che l’area del cosiddetto vecchio carcere fosse destinato al Tribunale, prevedendo negli spazi interni parcheggi per i fruitori dello stesso Tribunale ed addirittura ipotizzando la costruzione di un parcheggio sotterraneo. Quest’ultima sottolineatura toglie ogni alibi a chi sostiene che l’allargamento del Tribunale in Via Verdi creerebbe problemi di parcheggio. Il progetto del carcere minorile in Via Verdi siamo ancora in tempo per fermarlo, anche perché più soggetti hanno fatto presente che Rovigo non sarebbe la città adatta per tale struttura, che avrebbe bisogno di tutta una serie di 'reti sociali' che Rovigo non sarebbe in grado di offrire facilmente. Insomma, ripeto, avanti tutta sull’ipotesi di Via Verdi per il Tribunale".

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