28/10/2020

ADRIA

Il direttore risponde alle critiche: "Non stiamo uccidendo l'ospedale, anzi..."

Dopo l'attacco sul taglio dei servizi, il direttore generale dell'Ulss risponde punto per punto alle accuse

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ADRIA - "Non vi è alcuna intenzione di chiudere servizi o condurre alla morte l'ospedale di Adria, anzi, è vero proprio il contrario. L'ospedale di Adria, il suo buon funzionamento e la sua qualità sono sempre al centro della nostra attenzione". Risponde così il direttore generale dell'azienda sanitaria Ulss 5 Polesana, Antonio Compostella, alle pesanti critiche del Partito Democratico locale in merito al presunto depauperamento del nosocomio della città etrusca (LEGGI ARTICOLO).

Il direttore risponde punto per punto alle accuse, sottolineando come, a parere della direzione, non vi sia alcun taglio di servizi ma una riorganizzazione del sistema sanitario che punti a sostenere la qualità di determinati servizi creando punti di forza diversi nei tre ospedali polesani. "E' vero che abbiamo chiuso il servizio di portineria notturno, ma si tratta solo di una scelta amministrativa, coperta comunque dal centralino unico, che, a mio parere, non influisce negativamente sull'ospedale, oltre il fatto che non si tratta assolutamente del preludio alla chiusura di altri servizi - spiega Compostella - Per quanto riguarda il Pronto soccorso ritengo che l'ingresso sia ben visibile e sempre aperto inoltre sottolineo il fatto che in pronto soccorso ad Adria non ci sono medici gettonisti ma solo organico dell'ospedale proprio per valorizzare il servizio e, terminati i turni alle 20, ricordo che c'è la reperibilità. Quindi, in caso di necessità, si chiamano i medici competenti". 

"Sul tema della radiologia, il vicesegretario del Pd sbaglia: abbiamo appena ricostituito l'organico di medici e stanno aumentando sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo le prestazioni - continua il direttore generale dell'Ulss Polesana - Abbiamo anche destinato al reparto un infermiere in più per le risonanze e c'è una seduta alla settimana anche di risonanza magnetica seguita dalla neuroradiologia. Il Cup non ha alcuna indicazione di indirizzare i pazienti a Porto Viro, ma sono loro che scelgono la sede che preferiscono in base alla data o il luogo. Per quanto riguarda  la terapia antalgica non ci risulta alcun problema di prestazioni. Entro la fine del mese, ad Adria, arriveranno gli ultimi 9 posti per ultimare l'ospedale di comunità".

"E poi, per quanto riguarda i primari, ci sono tutti quelli previsti dalle schede ospedaliere - continua Compostella - C'è un primario che andrà in pensione, quello di medicina, ma sono già partite le procedure per la sua sostituzione. Sulla questione del centro di traumatologico, Porto Viro è stato scelto solo per la posizione, vicino alla Romea, ma questo non significa che non si farà più traumatologia ad Adria. Si parla solo della grossa traumatologia, quella che richiede la presenza di numerosi altri specialisti. E ancora, per quanto riguarda l'ortopedia stiamo investendo molto per trasformarla nel centro della chirurgia protesica e, infatti, c'è stata una esplosione importante di prestazioni. Nei prossimi mesi attiveremo anche i 24 posti letto della riabilitazione".

"Infine, vorrei concludere dicendo che il vicesegretario parla di 'persone' più volte nella nota, e io rispondo che l'attenzione alla persona per noi è costante e la miglior risposta non la do io, ma i risultati dell'aumento dell'assistenza territoriale. Noi abbiamo e continuiamo a potenziare i servizi sul territorio", conclude il direttore.

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