31/03/2020

ROVIGO

"L'ambiente violentato" focus sul Polesine

Appuntamento domenica 26 gennaio al centro giovanile San Giovanni Bosco per parlare di ambiente

"L'ambiente violentato" focus sul Polesine

ROVIGO - Si terrà domenica 26 gennaio, dalle 8.30 in avanti, al centro giovanile San Giovanni Bosco, in viale Marconi a Rovigo, organizzata dal Centro Francescano d'ascolto, la 32esima convention annuale "Caution danger - L'ambiente violentato". Tra i relatori, Livio Ferrari, direttore del Centro, Lucia Pozzato, del Comitato Terre Nostre di Villadose, che parlerà sul tema "La pattumiera del Polesine"; Roberto Tommasi, referente regionale per il Veneto dell'associazione Libera; Sigfrido Ranucci, giornalista del format Report, che parlerà di "Riprendiamoci la letta, la luna e l'abbondanza".

"Viviamo da anni - spiega la lettera di invito all'incontro - all’interno di sistemi economico-politici troppo spesso autoreferenziali e assai lontani dai bisogni reali delle persone e perciò sono diventate fondamentali le azioni organizzate di difesa dei cittadini nei confronti di continui attacchi che vengono perpetrati verso i 'beni comuni'. Per uno di questi, che è l’ambiente, è urgente produrre delle scelte di vitale importanza per la sua salvaguardia e tutela".

"La difesa dell’ambiente - prosegue la comunicazione - è prima di tutto un dovere e allora non si può far finta di niente di fronte a quanto sta avvenendo da tempo anche in Polesine: ricordiamo la nube tossica letale che si era sviluppata nella compagna di Ca’ Emo in seguito allo sversamento di acido solforico, in una vasca contenente liquami e altre sostanze, in un’azienda interna a quella, diventata famosa alla cronaca e ora fallita, che produceva fertilizzanti e lavorava gli scarti di depurazione delle acque di scarico trasformando i liquami in fanghi ad uso agricolo; ricordiamo ancora che su 21 individuati sono 14 comuni della nostra provincia che hanno scelto di costituirsi parte civile nel procedimento penale incentrato sugli accertamenti della  Direzione distrettuale antimafia di Venezia che avrebbe scoperto un gruppo imprenditoriale uso a smaltire rifiuti, anche speciali, semplicemente spacciandoli per conglomerato cementizio, col quale venivano poi realizzate strade, soprattutto interpoderali".

"Ricordiamo anche gli sversamenti di percolato della discarica di Taglietto a Villadose che vanno direttamente nelle falde acquifere di quel territorio, oltre alle migliaia di tonnellate di rifiuti speciali che vengono trattati nella discarica stessa, solo per citare quelli più noti all’opinione pubblica."

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