25/09/2020

OSPEDALE ADRIA

"Ci stanno distruggendo l'ospedale, davvero. Ecco i nuovi tagli"

Intervento del Pd sul depauperamento dell'ospedale: "Servizi sospesi, pazienti dirottati altrove e pure la portineria chiusa"

"Ci stanno distruggendo l'ospedale, davvero. Ecco i nuovi tagli"

ADRIA - "L'anno che si è appena concluso doveva rappresentare il momento del rilancio del nostro ospedale. Nel Piano Regionale Sanitario era stato classificato "Ospedale per Acuti" e con la definizione di spoke indispensabile alla rete del territorio un presidio per garantire interventi di specialità e grande era l'esultanza della giunta veneta di Zaia nel presentare il progetto nel suo Piano Sociosanitario Regionale ed altrettanto grande la soddisfazione della giunta Barbierato". Comincia così la dura lettera di denuncia dell'ulteriore depauperamento dell'ospedale di Adria, a firma del vicesegretario del Pd locale, Pierpaolo Ballo.

"Noi siamo sempre stati più moderati in quei giudizi; il  'titolo' serviva a poco se non fossero seguite scelte tecnico operative conseguenti ed in primo luogo adottate dal direttore generale Antonio Compostella grande affabulatore di promesse non mantenute e dalla sua direzione. Quello che è successo è davanti agli occhi di tutti, la perdita a poco a poco di unità operative e lo stillicidio dei servizi non si è mai fermato invece, purtroppo, l’erosione dei servizi anzi si è moltiplicata. Ultima e non lo sarà certamente, è di questi giorni la decisione di chiudere la portineria nelle ore serali e notturne, rimarrà aperta solo nei giorni feriali dalle 8 alle 19 dal lunedì al sabato. Una scelta assurda in un ospedale dove fino a pochi anni fa accoglienza ed informazione erano la bandiera, un luogo dove la persona era persona.

La sicurezza è messa a grosso rischio sia per gli  operatori che per i degenti, chiunque può accedere all'interno senza alcun controllo su un patrimonio che è di tutti e non è solo disagio enorme, rimane anche una scelta pericolosa fatta da una direzione che dimostra ancora una volta di non conoscere la conformazione del nostro ospedale:  chi arriva in emergenza  non trova, come in altre realtà, un Pronto Soccorso sulla strada che in modo evidente invita all'accesso, non ci sono indicazioni e, se in confusione, presente nelle situazioni di stress, rischia di perdersi  e ritrovarsi in aree che con l'emergenza non hanno nulla a che fare con conseguenze che non si augurano a nessuno. I centri di traumatologia per il Polesine sono diventati Porto Viro e Rovigo e  tutte le emergenze ortopediche vengono dirottate in quei due Ospedali.

Gli appuntamenti dei servizi di specialità ambulatoriali vengono smistati, in gran parte, dal centro unico di prenotazione verso la struttura privata di Porto Viro, causando la perdite notevoli di utenti-degenti nel nostro nosocomio. E’ stato verificato, che pur avendo disponibilità di appuntamenti per radiologia ad Adria, non vengono indirizzate ugualmente le prenotazioni. Il servizio di terapia antalgica, indispensabile per chi soffre e non solo di patologie tumorali, risulterebbe sospeso, non vengono accettate prenotazioni; questa è l’anticamera della chiusura definitiva di questa basilare servizio.

Le emergenze di ostetricia il sabato e la domenica vengono convogliate all’Ospedale di Rovigo. L’attività stessa del Pronto Soccorso è fortemente limitata dopo le 18 non può contare su l’apporto di medici ortopedici ed otorini da quell'ora non esiste più la reperibilità. La Psichiatria, le nostre sale appena realizzate del Dipartimento di Salute Mentale a norma e rispettose dei canoni di assistenza e sicurezza saranno chiuse, saranno date in gestione ad una cooperativa di servizi intermedi ,la nostra bella realtà   brutalmente cancellata, quasi non esistesse la riforma Basaglia ed il disagio mentale che ritorna ad essere concentrato in 24 posti letto per tutta la Provincia al quarto piano dell’Ospedale di Rovigo, quasi un sistema manicomiale, una vergogna che non può essere lasciata sotto silenzio e che vedrà le famiglie, già colpite, a "pellegrinaggi" per vedere i propri familiari, altro che distribuzione nel territorio e rispetto della persona, solo una concentrazione fatta di numeri che rispondono ad una economia centralizzata senza anima. E con la  scelta Zaia, che qui trova il suo esecutore nel dottor Antonio Compostella, è chiara, con il nuovo piano regionale si è scelto di conferire  un forte trasferimento di risorse pubbliche verso il privato. La stessa positività di avere l’Università Infermieristica ad Adria rischia di essere svilita dal fatto che i nostri giovani infermieri si stanno formando in un Ospedale semivuoto".

"Dispiace e si rimane perplessi nel rilevare che anche tra i sindaci, Compostella sta vincendo le resistenze residue e prova ne sono in questi giorni i voti assegnati da tutti i sindaci Polesani, il massimo. Noi come P.D. di Adria abbiamo scelto di non far finta di  non vedere come è la realtà, e possiamo dire che su questo pochi altri fino ad ora l’hanno fatto anche sapendo leggere quello che facevano, quello che sarebbe accaduto e quello che hanno intenzione di fare in futuro, prova ne sia che di tutti gli interventi annunciati in pompa magna da Antonio Compostella in tutti i giornali ed in tutte le forme nessuno ne ha visto la realizzazione, primari mai sostituiti con dirigenti che lavorano su due ospedali, nessun nuovo Pronto Soccorso, nessun collegamento fra le strutture già previsto ed autorizzato. Riteniamo doveroso denunciare all’opinione pubblica questi ulteriori situazioni di depauperamento, chiedendo a tutte le forze cittadine disponibili,  di far fronte comune per rialzare la testa e contrastare questo disegno  che vuole  sempre più umiliare quello che resta dei servizi socio-sanitari nel nostro territorio".

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