22/10/2020

IL RICORDO

Sono passati 35 anni dalla tempesta di neve che colpì il Polesine

La notte andò a -15 e la massima rimase a -5. In alcune zone dell'Altopolesine si scese a -20

ROVIGO - Il racconto polesano del nostro Andrea Bascarin sulla pagina facebook di Maycol Checchinato BPP Meteo - Bassa Pianura Padana che rimembra quel tanto parlato Gennaio che sembra solo un lontano ricordo dato il clima "purtroppo" inesorabilmente più mite degli inverni di oggi.

Nel lontano 1985, si registrarono i giorni più freddi da quando esistono le misurazioni nel Polesine (1914). La notte andò a -15 e la massima rimase a -5. In alcune zone dell' alto Polesine le temperature furono ancora più basse nei giorni a seguire tanto che si misurarono temperature oltre -20 gradi sottozero. In Emilia anche sotto i -25 localmente.

Ma vorrei ricordare come solo due giorni prima, un fronte artico aprì le “danze” ad uno degli eventi passati alla storia della meteo Italiana ed Europea: Descrivo e mi soffermo sulla iniziale BUFERA nella notte fra il 4 e il 5 gennaio!

Baroni l’ aveva annunciato: un’ondata di gelo per i primi di gennaio, e un fronte artico di quelli pesanti scendeva veloce lungo l’Europa centrale e stava abbordando le Alpi orientali.

La giornata era una dei grandi classici del Polesine, con nebbia al mattino, ma nel corso della giornata la visibilità migliora decisamente fino a raggiungere nel pomeriggio con una umidità veramente bassa (32%)

Verso le 15:00, le nubi medio alte iniziano a velare il cielo da Nord, il vento inizia a soffiare da NE, Baroni quella sera annuncia neve nella notte sulle Nord-Orientali, per poi scendere al Centro-Sud. Alle 22 il cielo è quasi coperto, il vento moderato, la temperatura è molto bassa, già –2°C e il vento intensifica sempre di più, alle 23:30 ecco il cielo arancione, il vento fischiare e si vedono i primi fiocchi, asciutti che trovano un ambiente ideale con la temperatura ormai calata a –3°C.

La Bora soffia sempre più furiosa, le raffiche superano e 50-60 Km/h, la neve cade orizzontale, la temperatura cala ancora a –3,8°C, il ghiaccio si pressa sulle strade con le poche macchine che ci sono, gli alberi si agitano come grandi braccia nel buio, ma non sono innevati, la neve è troppo secca e ghiacciata oltre che trasportata con violenza, la visibilità peggiora sensibilmente verso le 1:00, ormai si vedono a malapena 2-3 lampioni che distano fra loro 20mt, ondeggiano anche loro, e la neve è una tempesta orizzontale, si fa fatica a camminare, nel centro storico i Palazzi e le case vicine esaltano o ti riparano dalla tempesta, si sente fischiare la Bora, la neve accumula in maniera irregolare, ma si contano già 5-8cm, in alcuni punti anche 10-15.
Tra le 1:30 e le 4:00 è davvero una bufera come non si vedevano da decenni (come scriveranno i giornali), la visibilità è calata quasi a zero, la temperatura è costante sui –4°C e il manto nevoso raggiunge i 25cm, con punti accumulati di 35-40cm. 

Arrivo sul ponte dell’Adige esausto, ma contento, la città è ancora buia, ma si accende ora di nuovo, la bufera cala un po’, ma le raffiche di Bora spingono a 70-80Km/h, e la neve cade, anche se meno fitta fino alle 7:30 del mattino, mi incammino di nuovo verso la città , le auto arrancano senza catene, gli spazzaneve fanno il loro dovere, ma lo strato è ormai gelato e pressato, in città misuro 25-30cm, i bambini giocano a fanno pupazzi, i grandi brontolano, il cielo è ancora coperto alle 8:00 e la temp risale a –3°C.

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