02/04/2020

Smart working

La CNA del Veneto sigla l'accordo interconfederale regionale

Ribon: “Uno strumento che va di pari passo con le esigenze dell'impresa 4.0”

Cna, un premio per chi è al passo con i tempi

ROVIGO - C'è anche un incentivo di mille euro per ogni contratto individuale nell'accordo sullo smart working sottoscritto nei giorni scorsi dalla CNA del Veneto insieme a Confartigianato, Casartigiani e le tre sigle confederali CGIL, CISL e UIL. Una misura che si aggiunge agli altri incentivi previsti dal testo dell'accordo che si pone come strumento innovativo per valorizzare il tessuto produttivo dell'artigianato, renderlo ancora più attrattivo nei confronti dei giovani, in grado di conciliare la vita familiare e quella lavorativa. Tra gli obiettivi enunciati nel testo, anche la promozione della mobilità sostenibile, attraverso la riduzione degli spostamenti casa-lavoro grazie all'utilizzo delle tecnologie digitali.

La finalità dell'Accordo interconfederale regionale sul lavoro agile per le imprese artigiane e le pmi del Veneto ìvanno di pari passo con le esigenze del mondo contemporaneo e dell'impresa 4.0dichiara il segretario della CNA Matteo Ribon - penso alle aziende che intendono favorire la conciliazione tra il tempo di lavoro e di cura della famiglia, alle imprese che danno lavoro ai giovani e alle aziende che, responsabilizzando i propri dipendenti, consentono loro di raggiungere gli
obiettivi fissati secondo una gestione propria e responsabile dei tempi di lavoro. Tutto questo determina una condizione di felicità e soddisfazione nel lavoratore che di conseguenza si traduce in risultati migliori per l'azienda”.

L'accordo riconosce alla bilateralità artigiana un ruolo importante nella promozione e diffusione del lavoro svolto attraverso le moderne tecnologie in luoghi diversi dalla sede lavorativa. CNA Veneto ha ampliato la platea delle spese sostenute dalle aziende e finanziabili attraverso i contributi erogati da EBAV (Ente Bilaterale Artigianato Veneto) per la promozione dello smart working e delle attività propedeutiche all'attivazione di progetti sperimentali di lavoro smart.

Oggi gli smart worker, ovvero quei lavoratori dipendenti che godono di flessibilità e autonomia nella scelta dell'orario e del luogo di lavoro disponendo di strumenti digitali, in Italia sono 570mila, in crescita del 20 per cento rispetto al 2018. E se il 58 per cento delle grandi imprese ha già avviato al suo interno progetti di smart working, per PMI e Pubblica Amministrazione la strada da percorrere è ancora lunga. Tra le PMI, nonostante i progetti strutturati siano passati dall'8 per cento del 2018 al 12 per cento del 2019, è aumentata in modo preoccupante la percentuale di imprese disinteressate al tema. “Di qui la sottoscrizione di questo accordo tra associazioni e sindacati – sottolinea Ribon – con il quale ci auguriamo che questa innovativa formula di lavoro, che mette insieme in maniera intelligente le esigenze di tutti, possa prendere sempre più piede”.

“Il testo condiviso tra associazioni e sindacati – dichiara il Presidente Alessandro Conte - vuole essere uno strumento utile e innovativo per favorire la nascita di forme di collaborazione nuove tra imprese e dipendenti. Sono già diverse le realtà del Veneto che hanno imboccato questa direzione, ma la strada da fare resta molta. Comprendiamo che per alcuni settori lo smart working possa restare difficile da applicare, ma al tempo stesso questa forma innovativa di lavoro ha consentito per esempio a molte donne di coniugare al meglio il tempo di cura e di lavoro. Lo smart working favorisce per tutti una migliore conciliazione tra vita privata e professionale, oltre che, in molti casi, l'aumento della produttività e della qualità del lavoro. Per questo – chiude Conte – è destinato a rappresentare sempre più anche il futuro delle pmi e del mondo dell'artigianato e in questo senso va promosso e incentivato”.

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