22/09/2020

ADRIA

"Ci sono altre responsabilità per quelle quattro morti"

Dopo le sei condanne del 29 ottobre, la Procura starebbe valutando nuove, possibili responsabilità

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La sede della Coimpo a Ca' Emo di Adria

ADRIA - Lo sviluppo appare clamoroso. La Procura di Rovigo starebbe valutando nuove, possibili e, allo stato, ipotetiche responsabilità per la tragedia che, il 22 settembre del 2014, vide quattro persone venire fulminate, nell’impianto Coimpo - Agribiofert, in località America, nella frazione di Ca’ Emo, Comune di Adria, da una nube tossica. Si sarebbe sviluppata, a quanto emerso dalle indagini, nel corso del trattamento di fanghi con acido.

Lo stabilimento, del resto, si occupava di questo: ricevere fanghi, da impianti di depurazione e similari, classificati come rifiuti, e trattarli, in maniera da renderli utilizzabili come fertilizzanti, spargendoli poi sui terreni agricoli.

Quel giorno, a causa - secondo l’accusa - di una procedura non corretta, lo sversamento di acido generò una nube tossica che uccise, appunto, quattro persone. Tre lavoratori dello stabilimento - Nicolò Bellato, 28 anni, di Bellombra; Paolo Vallesella, 53 anni, di Adria; Marco Berti, 47 anni, di Sant’Apollinare - e l’autotrasportatore - Giuseppe Baldan, 48 anni, di Campolongo Maggiore - che aveva appena portato all’interno di questo l’autocisterna di acido e stava procedendo allo sversamento nell’apposita vasca.

In primo grado, lo scorso 29 ottobre, per quella tragedia sono arrivate sei condanne e due assoluzioni, per l’ipotesi di reato principale, vale a dire quella di omicidio colposo.

Dei vari filoni giudiziari aperti sul caso Coimpo, non solo sulle morti, ma anche su altri risvolti dell’attività dell’impianto, solo uno si trova ancora in fase di indagini preliminari. Affidato al sostituto procuratore Sabrina Duò, era aperto, tra le altre ipotesi, per fare luce su eventuali connivenze che Coimpo avrebbe avuto nella pubblica amministrazione, che avrebbero facilitato le pratiche relative all’attività.

Un fascicolo che è passato attraverso varie proroghe. Nell’ultima, però, sarebbe comparsa una nuova ipotesi di reato, vale a dire quella di omicidio colposo. Il meccanismo della notifica della proroga fa sì che sia impossibile sapere a chi, degli indagati, venga contestato uno specifico reato, ma già la sua comparsa è un dato di fatto estremamente significativo e pesante.

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