01/10/2020

ADRIA

Scontro in aula, Spinello attacca la maggioranza: "Atti fascistici"

Prosegue la bufera politica in città, accuse pesanti volano tra i banchi

Scontro in aula, Spinello attacca la maggioranza: "Atti fascistici"

Il consigliere comunale Gino Sandro Spinello

 ADRIA - "Ora che il Sindaco ha pubblicamente annunciato la nomina della 'finta' rappresentante dei famigliari della Casa di Riposo abbiamo realmente capito quello che è successo nell’ultimo consiglio comunale:  una tragicomica anticipazione del corto circuito che ha mandato in tilt la cabina di regia attorno a Barbierato. Il  presidente del consiglio,  Francesco Bisco, ha illegittimamente deciso di anticipare l’orario del consiglio del 20 dicembre dalle ore 20.15 alle 19.30. Il collega Lamberto Cavallari, attraverso mail pec, gli ha intimato di non procedere in questo senso, rischio l’annullamento di tutti gli atti che sarebbero stati deliberati. La maggioranza non ha avuto di coraggio di assumersi la responsabilità di quella  scelta". Lo afferma il consigliere comunale Gino Sandro Spinello, che punta il dito su quanto avvenuto nel corso dell'ultima riunione del consiglio comunale ad Adria.

"Non solo - prosegue Spinello - il presidente Bisco non si è presentato in Consiglio alle 19,30 , ma non hanno  nemmeno collegato in streaming la seduta. Io ero presente puntualmente in sala,  ma non mi è stata data comunicazione alcuna di quanto stava accadendo né da parte dei consiglieri di maggioranza presenti  né dal Segretario Comunale. Il presidente si è presentato alle 20.07, ha espletato  le procedure di rito  arrivando ad iniziare la seduta alle 20.15 come inizialmente fissato  e non come successivamente notificato. 'Si sapeva - si è giustificato Bisco che io, per impegni professionali,  non potevo essere presente prima delle 20,05; era il vicepresidente Bonato che doveva sostituirmi e doveva informarvi'.  Una risposta davvero imbarazzante".

"Il Consiglio , era stato garantito nella conferenza dei Capigruppo, era stato convocato  per adempiere alla scadenza prevista il 31 dicembre  per l’approvazione il Documento Unico Programmatico 2020/23 (Dup). Nell’ordine del giorno notificatoci tuttavia erano stati inseriti  molti altri argomenti, indubbiamente rilevanti, come le relazioni dei Dirigenti sulle attività svolte, l’andamento delle società Acquevenete ed As2, in cui Adria è comproprietaria. Il  materiale istruttorio  non era a disposizione nell’apposito ufficio entro le 24 ore precedenti la seduta come prevede la legge. Il Presidente del Consiglio è stato costretto, almeno vogliamo sperare sia stato così conoscendolo  da tempo, ad atteggiamenti costantemente prevaricatori e vessatori  verso la minoranza; io stesso ho parlato di comportamenti 'fascistici' che ben poche volte si sono  visti  nella sala del consiglio comunale di Adria".

"Un loro consigliere, credo il più giovane , è arrivato a gridarci addosso che dovevamo andare via. Tutto verificabile nella registrazione streaming, compreso l’atteggiamento di insofferenza  e di disattenzione del sindaco e di quasi tutta la maggioranza verso  nostri interventi; comportamenti che hanno colpito molti anche tra i loro sostenitori. La delibera per ottenere un finanziamento regionale assieme a Rovigo e Villadose per implementare la rete informatica comunale rischia di saltare perché l’oggetto della delibera era diverso da quello iscritto all’ordine del giorno del Consiglio; è stato anche  ammesso che  la convenzione è estremamente penalizzante per Adria. Non sapevano come presentare l’argomento relativo all’attuazione dei programmi, pur avendo  i dirigenti presenti;  sono stati salvati in corner dal Segretario Comunale che si è sostituito agli Amministratori stessi".

"Il culmine della prevaricazione  civica si è avuta quando hanno voluto  a tutti i costi trattare il Documento Unico di Programmazione 2020/2023. Non c’era alcuna scadenza e se scadenza c’era era di mesi fa, quindi già ampiamente violata. Il Ministero dell’Interno con proprio  decreto ha posticipato il termine per l’approvazione dei bilanci al 31 marzo 2020. I bilanci materialmente non si possono predisporre perché non si ha ancora  la certezza dei finanziamenti statali. Nella  loro stessa relazione, scrivono che  il Dup è da considerarsi quale allegato al bilancio di previsione. Lo stesso Collegio dei Revisori conferma che 'mancando lo schema di bilancio di previsione non è possibile esprimere un giudizio di attendibilità e congruità delle previsioni contenute nel Dup' e che questo parere sarà fornito in concomitanza con lo schema del bilancio di previsione. E’ evidente che il documento è inattendibile perché registra una realtà contabile riferita al 30 settembre 2019. Un voto inutile, quindi, e una forzatura altrettanto inutile perché si dovrà comunque tornare in Consiglio".

"Questo spirito di  prevaricazione - chiude Spinello - questo 'voler tirar dritto' nonostante tutto, non è altro che  il tentare di nascondere  il loro pressapochismo e la loro inconcludenza; una  ulteriore conferma della inadeguatezza di questa maggioranza rispetto alle sue responsabilità di governare Adria in uno dei momenti più difficili della sua storia".

 

 

 

 

 

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