23/09/2020

IL PROGETTO

Un'occasione vera per rendere la città migliore. E tutti possono collaborare

Presentata oggi a Palazzo Nodari la prima mappatura dei Beni Comuni del Polesine

ROVIGO - "Stato, Regioni, Città metropolitane, Province e Comuni favoriscono l'autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà": così recita l'articolo 118 della Costituzione Italiana e da questo principio prende avvio il lavoro di "LUCI – Laboratori Urbani per Comunità Inclusive".

Il progetto, promosso da ARCI Provinciale in collaborazione con Università Iuav di Venezia e sostenuto per il secondo anno dalla Regione del Veneto con risorse statali del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, mira allo sviluppo e al rafforzamento della cittadinanza attiva partendo dallo studio e dalla mappatura delle percezioni e dei desideri dei cittadini riguardo i Beni Comuni urbani.


"Attraverso questionari, strumenti web e linee guida per le amministrazioni comunali – spiega Giorgia Businaro, responsabile di progetto – LUCI vuole contribuire alla diffusione di pratiche di gestione e cura collettiva di spazi urbani che assumono particolare rilevanza per le comunità locali. Per fare ciò è fondamentale conoscere le opinioni dei cittadini, realizzando un censimento e una mappatura di parchi, aree verdi, piazze, scuole, infrastrutture, edifici pubblici o privati che abbiano reale significato per chi li vive e li frequenta”.

Un primo importante risultato è stato ottenuto grazie ad un questionario on line che ha raccolto le segnalazioni dei cittadini permettendo di realizzare la prima “Mappa dei Beni Comuni” del Polesine.

“Si tratta di un lavoro lungo e complesso, sempre aperto a nuovi contributi e integrazioni, sia in virtù dell'ampiezza del territorio selezionato, sia per la difficile definizione del concetto stesso di “bene comune” - continua Businaro –. Per realizzare questa mappatura LUCI ha chiesto la collaborazione attiva di cittadini, professionisti, amministratori locali, associazioni di volontariato che hanno suggerito la propria definizione di bene comune e hanno fornito informazioni riguardo pratiche di tutela, cura e valorizzazione già attive sul territorio provinciale”.

Ma l'impegno di LUCI non si ferma qui: con il contributo dei ricercatori dell'Università Iuav di Venezia è stato predisposto uno strumento webGIS per consentire ai cittadini di Rovigo di fornire indicazioni e suggerimenti utili ad una migliore gestione dei beni comuni urbani: per ciascuno degli ambiti selezionati (aree verdi, piazze, strade, edifici, attività), i cittadini potranno inserire foto e localizzazione, segnalare lo stato di conservazione, la frequenza e la tipologia di utilizzo, le proprie percezioni e, soprattutto, le proprie proposte di gestione e valorizzazione.

"Uno dei problemi più rilevanti che i tecnici e i decisori politici si trovano ad affrontare nella pianificazione di interventi che possano migliorare la qualità della vita in città consiste nella carenza di informazioni precise e puntuali che vadano oltre i classici attributi spaziali e le caratteristiche fisiche delle aree in questione – spiega Denis Maragno, docente in GIScience and urban planning presso l'Università Iuav di Venezia–. Le percezioni individuali, le preferenze e i valori attribuiti alle caratteristiche dei luoghi sono aspetti troppo spesso sottovalutati. Per questo abbiamo voluto creare questo primo sistema di rilevamento di informazioni socio-percettive che prevede la partecipazione attiva dei rodigini alla creazione di una base informativa utile a futuri processi decisionali".

Censimento, mappatura e studio dei beni comuni urbani, dunque, ma anche attività concrete per aiutare le amministrazioni comunali ad avviare percorsi di collaborazione con cittadini, singoli o associati, per la cura, la gestione e la valorizzazione di tali beni: LUCI, infatti, ha predisposto delle linee guida per i Comuni dal titolo “Beni Comuni urbani: un nuovo patto tra cittadini e Amministrazione”: un percorso in sei fasi per accompagnare le amministrazioni comunali all'adozione di un Regolamento per la cura, la rigenerazione e la gestione condivisa dei beni comuni.

"La sussidiarietà, la corresponsabilità, l'attivismo civico prendono sempre avvio dall'azione volontaria dei cittadini. Compito dell'amministrazione pubblica – afferma Francesco Musco, direttore del corso di Laurea Magistrale in Urbanistica e Pianificazione del Territorio dell'Università Iuav– è quello di promuovere e agevolare questi processi, facendo in modo di ampliare la partecipazione e la collaborazione dei singoli a partire dalle fasi di elaborazione e decisione in materia di politiche pubbliche locali. Ciò determina la necessità di una ridefinizione del ruolo e del funzionamento della pubblica amministrazione alla luce del riconoscimento dei diritti, delle competenze e delle capacità delle organizzazioni civiche. È con piacere che Iuav mette a disposizione del progetto LUCI e del Polesine le proprie competenze in materia di processi partecipativi per la definizione di politiche urbane e governo del territorio. Non solo: nella seconda parte del progetto, Iuav sosterrà LUCI nel tentativo di estendere agli Enti Locali e alle comunità polesane un percorso di avvicinamento ai temi dell'adattamento climatico e della resilienza".

Ogni cittadino potrà contribuire alla mappatura e al censimento dei beni comuni urbani di Rovigo: maggiori informazioni sul sito https://urbanlabluci.it e sulla pagina Facebook @urbanlabLUCI.

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