26/09/2020

PFAS

Acque inquinate, Arpav incontra le mamme

Il direttore Marchesi annuncia che nel 2020 ci saranno incontri periodici di aggiornamento con i comitati

Pfas, il sindaco: "Acqua potabile"

VICENZA - Il direttore generale, Luca Marchesi, la direttrice del dipartimento di Vicenza, Paola Salmaso e lo staff tecnico dell’Agenzia che segue l’inquinamento da sostanze perfluoralchiliche, lunedì 23 dicembre hanno incontrato alcuni rappresentanti del Comitato Mamme NO PFAS. Sono state illustrate le attività svolte dall’Agenzia dopo il fallimento dell’azienda Miteni, fra cui il controllo continuo e capillare sullo stato di attuazione del potenziamento della barriera effettuato nel 2019, sui pozzi attualmente presenti e sui principali interventi sulla funzionalità della barriera idraulica.

Inoltre nel corso dell’incontro, sono stati  illustrati il cronoprogramma dello smantellamento e della dismissione dell’impianto e le fasi del progetto di bonifica in corso con i soggetti responsabili di ogni fase. Per quanto riguarda l’approfondimento scientifico è stata presentata la modellistica numerica  applicata alle acque sotterranee e superficiali sviluppata da Arpav,  in grado di quantificare, interpretare e predire gli aspetti legati alla diffusione della contaminazione da PFAS

L’aggiornamento e l’innovazione applicati allo studio dei PFAS rappresentano un’eccellenza a livello nazionale e un riferimento internazionale per lo studio delle sostanze chimiche emergenti”. Ha affermato il direttore generale, Luca Marchesi. “Si tratta di attività che hanno comportato per l’Agenzia un importante impegno economico – aggiunge Marchesi –  che è uno dei motivi per cui ci siamo costituiti parte civile nel processo a carico dell’azienda”.

Arpav, nel 2013 identificò nel sito dell’azienda la principale causa dell’inquinamento nella produzione di sostanze perfluoroalchiliche, ha svolto e sta svolgendo numerosissime e complesse attività tecnico-scientifiche. Dai monitoraggi dei suoli e dei corpi idrici superficiali, sotterranei e delle acque marino costiere alle analisi dei fanghi di depurazione, allo studio della presenza delle sostanze nell’aria e al controllo delle fonti di pressione. Inoltre l’Agenzia ha eseguito costantemente sopralluoghi, ispezioni e campionamenti nell’esteso territorio interessato dalla contaminazione ed ha effettuato, per le aziende sanitarie, le analisi degli alimenti, delle acque potabili e del siero umano per lo screening della popolazione esposta.

L’ingente attività ha richiesto l’acquisto di strumentazione scientifica di altissima tecnologia e di sistemi analitici ad alte prestazioni con l’impiego di numerosi tecnici, per una spesa totale ad oggi di oltre otto milioni di euro, della quale viene chiesto il ristoro, oltre al danno all’immagine. Inoltre Arpav è fra i creditori dell’azienda, fallita nel 2018.

Infine il direttore, Luca Marchesi, ha annunciato che nel 2020 ci saranno incontri periodici di aggiornamento con i comitati per aggiornare sulle attività dell’Agenzia.

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