04/04/2020

ROVIGO

Pfas, in Polesine ben cinque sforamenti dei livelli consentiti

Presentato oggi il report dell'Arpav. Anche nelle acque dei nostri fiumi ci sono inquinanti di nuova generazione

In Polesine la salmonella c'è eccome!

ROVIGO -L'analisi dell'Arpav è chiara: ci sono inquinanti di nuova generazione nelle acque dei nostri fiumi. Sono stati diffusi questa mattina i risultati dei campionamenti nelle acque di Adige, Po e Canalbianco (per quanto riguarda il Polesine) all'interno di un'ampia analisi su scala regionale.

E, la brutta notizia, è che gli inquinanti ci sono. In particolare l'Arpav ha registrato sforamenti di Pfos, uno dei composti dei Pfas, a Canaro, Porto Viro, Corbola, Villanova Marchesana e Taglio di Po. Tante anche le località polesane coinvolte negli sforamenti invece da pesticidi, come Corbola, Villanova Marchesana e Castelnovo.

L’Agenzia regionale per la prevenzione e protezione ambientale del Veneto ha elaborato negli anni un metodo analitico in grado di misurare le sostanze chimiche a dimensioni infinitesimali. Dal 2017, grazie ad un know how scientifico di altissimo livello e all’acquisto di strumentazione di ultima generazione, i laboratori dell’Agenzia sono in grado di individuare sostanze chimiche fino a 5 nanogrammi litro. Per dare una misura, si tratta di un quantitativo equivalente a una bustina di zucchero disciolta in quaranta piscine olimpioniche, (0,5 grammi in 100.000.000  litri d’acqua). I dati del nuovo Rapporto Acque dimostrano l’impegno assoluto che la Regione del Veneto negli ultimi anni continua a porre per garantire la qualità dell’ambiente e, in questo caso, la qualità delle acque superficiali. Mentre il Ministro Costa esulta perché l’Unione Europea pone limiti a 100 nanogrammi per litro ai PFAS, noi in Veneto consideriamo il limite virtuale zero e grazie ad ARPAV misuriamo la presenza di sostanze inquinanti fino a 0,2 nanogrammi (miliardesimo di grammo) per litro. Impegno ingente, ma che rischia di essere del tutto vano in mancanza di limiti nazionali”.

Così l’assessore regionale all’ambiente Gianpaolo Bottacin commenta i dati emersi dalla dal nuovo “Rapporto delle acque superficiali del Veneto”, presentato stamattina a Padova dal direttore generale di ARPAV Luca Marchesi.

“Questo primo rapporto è importante perché dimostra la precisione e l’efficacia dei nuovi metodi di analisi applicati per rilevare la presenza di sostanze inquinanti, – commenta Bottacin – metodo reso possibile grazie agli enormi investimenti voluti dalla Regione che, ricordo, per nuovo laboratorio ha destinato 8 milioni di euro ad ARPAV. Investimenti che permettono di effettuare analisi di una sofisticazione talmente elevata da delimitare un ‘anno zero’ nella misurazione di tali parametri. L’attenzione alla ricerca di nuovi e vecchi inquinanti è una nostra priorità a tutela della salute di cittadini e territorio”.

Il nostro impegno continua con particolare attenzione alla presenza di PFAS e di tutti gli inquinanti – conclude l’assessore regionale all’ambiente – ma ora servono i limiti nazionali senza i quali rischiamo di vedere vanificati anni di investimenti e di lavoro certosino da parte di ARPAV come di tutti i soggetti tecnici coinvolti. L’Unione Europea si è espressa e ha posto per la prima volta dei limiti. Ora si esprima il Ministro Costa che, dopo innumerevoli promesse, non ha più scuse in materia”.

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