07/04/2020

SANITA'

"Non sono le famiglie a dover pagare, lo dice anche l'Ulss"

"Non sono le famiglie a dover pagare, lo dice anche l'Ulss"
Alcuni anni fa, il parente di un malato psichiatrico ricoverato agli Istituti Polesani di Ficarolo, come previsto dal DPCM 14 febbraio 2001, a differenza di tanti altri, giustamente non ha pagato la retta alberghiera del proprio caro,  perché interamente a carico del Servizio Sanitario Nazionale. Con Delibera n. 855 del 06.11.2019, il  Direttore Generale dell’ULSS 5  Antonio Compostella, dopo la causa persa in Corte d’Appello a Venezia, ha previsto una somma di oltre 11 mila euro,  per il pagamento ai contendenti delle spese relative a tale lite da loro vinta.  Di fronte a tale cifra che l’ULSS 5 dovrà  pagare, mi son chiesto: perché quelle spese le devo pagare anch’io con le mie tasse? Perché non le pagano solo i leghisti Zaia, Coletto e Compostella? Perchè i dirigenti dell’ULSS 5 non sapevano, come previsto dal DPCM 14 febbraio 2001,  che escluso i malati psichiatrici ricoverati in strutture convenzionate a bassa intensità, quelli in media-alta intensità , non dovevano  pagare nessuna retta?  Non sapevano che gli Istituti Polesani  erano  ente con 240 posti  di intensità media e con altri 60 citati come di Assistenza Intensiva? Oppure, pur conoscendo il DPCM 14 febbraio 2001, hanno semplicemente lasciato che centinaia di poveri malati psichiatrici e i loro famigliari, per scelta o paura o ignoranza o altro,  pagassero enormi cifre mensili non dovute per legge? Fatto che ha fatto risparmiare chissà quanti milioni di euro alla Regione Veneto? Ma almeno da questa triste vicenda, grazie all’ULSS 5 è emersa un’altra ingiustizia, mi sembra non vista da molte Istituzioni che dovrebbero vigilare su legalità e buon uso del denaro pubblico. Nel 2017, l’ULSS 5 in Tribunale a Rovigo, cercando di qualificare per disabile un malato psichiatrico, nel tentativo di scaricare così su un comune polesano costi da addebitare invece al proprio bilancio,  tra l’altro dichiarava: …” in base alla legislazione vigente, la quota sociale della retta, andava posta a carico dell’assistito ed, in caso di insufficienza del reddito di quest’ultimo, a carico del Comune in cui lo stesso aveva la residenza prima del ricovero”!!!!! Insomma, dopo che io, Rifondazione Comunista e la Provincia di Rovigo da più di 10 anni, lo abbiamo inutilmente detto anche alla  Regione Veneto, l’ULSS 5 di Compostella ha sostanzialmente dichiarato che le centinaia di famiglie polesane (e anche le decine di migliaia italiane) che per il reddito insufficiente del famigliare ricoverato, pagano l’integrazione di retta, non dovrebbero pagarla!!!! La Legge 328/2000,  confermo anch’io, all’art. 6 c. 4 dice proprio questo!!! Difendiamo i più deboli! Chiedo che la Regione Veneto, se continua la prassi  di far pagare rette alberghiere ai Malati Pschichiatrici e ai loro famigliari,  fermi questa pratica. In questo caso, i malati psichiatrici in strutture a media-alta intensità, dovrebbero essere a totale carico del SSN!!! E chiedo anche a tanti Partiti, Sindacati , Associazioni dei Consumatori e Famigliari, del perché non portano più spesso  quanto subito da centinaia di famiglie polesane,  a conoscenza della Magistratura non solo contabile o ad altre istituzioni addette al controllo della legalità.                                                                                  E ai Sindaci: perché non fate quanto previsto dalla L. 328/2000 che obbliga i Comuni e non i famigliari ad integrare la retta di persone non autosufficienti con reddito insufficiente, ricoverate in casa di riposo in letti convenzionati? Se volete i soldi per poter coprire tale obbligo, chiedeteli alla Regione e non lasciate pagare cittadini che per legge, non dovrebbero pagare un bel niente!

                      Brusco Guglielmo

Rifondazione Comunista Polesana, Sanità

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